10 ottobre 1996
Scalpore per nuove intercettazioni Pacini Battaglia
• Vengono diffuse le trascrizioni di nuove intercettazioni telefoniche che hanno per protagonista il banchiere Pierfrancesco Pacini Battaglia, arrestato il 15 settembre nell’ambito dell’“Operazione container” (l’inchiesta dei magistrati di La Spezia che ha fatto finire in carcere pure Lorenzo Necci, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato). Si tratta di virgolettati nei quali Pacini Battaglia parla di amicizie utili fra i magistrati di Milano, di Roma e di Brescia, pronuncia una frase che nella trascrizione suona inquietante («A me Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato»), accenna a un misterioso conto estero intestato a Mazzoleni, cognome della moglie e del suocero del magistrato simbolo di Mani pulite. Parlando di Di Pietro e dell’avvocato Rosario Lucibello (suo difensore), Pacini Battaglia dice all’avvocato Marcello Petrelli: «Se li arrestano per me è solo un piacere». Di Pietro, ministro dei Lavori pubblici del governo Prodi, replica con una denuncia depositata nella caserma dei carabinieri di La Spezia: «Escludo che io o i miei familiari abbiamo una lira all’estero». Lucibello denuncia lo «stillicidio sospetto» e l’«inaccettabile metodo della estrapolazione di frasi» che porta a uno «stravolgimento» del significato complessivo delle intercettazioni.