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 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

Il governo ha cambiato la manovra per la quarta o per la quinta volta: • L’Iva passa dal 20 al 21 per cento

Il governo ha cambiato la manovra per la quarta o per la quinta volta: • L’Iva passa dal 20 al 21 per cento. Non è ancora sicuro che il punto in più verrà applicato anche a quelle al 4 e al 10 (mentre scriviamo questo articolo si sta scrivendo il maxiemendamento che il Senato voterà stasera). Il fisco dovrebbe incassare in questo modo sei miliardi in più. La Cisl e la Uil non sono d’accordo («allora meglio la patrimoniale» ha detto Bonanni); • Torna il contributo di solidarietà: chi guadagna più di 300 mila euro dovrà pagare un 3 per cento sulla parte che eccede i 300 mila euro. I contribuenti colpiti da questa norma sono 34.000. Di questi, 22.500 stanno nella fascia 300-500 mila. In un primo momento s’era pensato di colpire chi guadagna più di mezzo milione e le prime agenzie, intorno alle sei del pomeriggio, facevano calcoli su questa cifra. Poco prima delle otto è arrivata la correzione. Forse il governo ha capito che tassando solo chi guadagna più di 500 mila euro (11.500 contribuenti) avrebbe incassato davvero poco: 35 milioni quest’anno, 88 milioni l’anno prossimo. La Cisl e la Uil (insieme con i commercianti) sono contrarie anche a questa norma; • Le donne che lavorano nel settore privato anticiperanno l’andata in pensione a partire dal 2014, fino a omologarsi alle donne che lavorano nel settore pubblico. No anche qui di Cisl e Uil; • Giovedì prossimo, in consiglio dei ministri, saranno varate le leggi costituzionali che aboliscono le province e impongono il pareggio di bilancio. Nessuna notizia, per ora, sul dimezzamento dei parlamentari (altra legge costituzionale). La Confindustria ha elogiato questi nuovi interventi.

• Che cosa ha determinato questo ennesimo cambiamento?
La giornata di lunedì è stata drammatica. Le borse europee, in caduta libera, hanno bruciato 254 miliardi. Quella di Milano ha esibito la performance peggiore: 16 miliardi persi e un calo del 4,83%. Da luglio a oggi Piazza Affari ha perso un terzo esatto del suo valore e vale adesso meno di 329 miliardi. In pratica tutte le aziende quotate quasi pareggiano il valore attribuito alla sola Apple. Pure il dato più preoccupante non era questo, ma l’altro relativo ai Btp: lunedì sera erano schizzati a 370 punti e l’assicurazione contro il nostro fallimento aveva di nuovo raggiunto il suo record storico. In queste condizioni, ieri alle nove, Napolitano ha fatto una dichiarazione estremamente preoccupata: la manovra, così come si presenta adesso (cioè lunedì sera) ha perso di credibilità e di efficacia.

Berlusconi però ha aspettato ancora prima di convocare un vertice.
Non lo so. Tremonti, già lunedì, è andato a trovare Bossi per convincerlo a mollare sulle pressioni. Ieri mattina poi Milano è partita con un meno due per cento e lo spread a 380. A quel punto la Bce ha cominciato a comprare e ha tenuto il differenziale a 365 (chiusura). Le perdite sono rimaste intorno al 2. E Berlusconi, fresco di rientro a Roma, ha fatto venire a casa sua (palazzo Grazioli) Tremonti, Letta, Calderoli, Cicchitto, Gasparri, Bricoloe non so chi altro. Sono state varate le misure che ho elencato all’inizio e, soprattutto, è stato deciso che la manovra va da Montecitorio entro oggi.

Perché?
Si vuol dare una buon impressione al board della Bce, che si riunisce domani per decidere se continuare a comprare titoli italiani e se non è il caso di porre all’Italia qualche pre-condizione dura. La Spagna ci ha attaccato, il suo portavoce José Blanco ha detto in televisione che ci siamo mangiati quel poco credito che ci aveva concesso la Bce e che col nostro comportamento stiamo mettendo a rischio, insieme con la Grecia, l’euro. Ci ha attaccato anche la Merkel, dicendo che siamo simili alla Grecia. I tedeschi che siedono nella Bce non vogliono che la Banca centrale continui a comprarci. Sono adesso ancora più decisi di prima perché la Merkel ha malamente perso le elezioni nel Meclemburgo-Pomerania e le ha perse proprio perché il suo elettorato la accusa di essere troppo comprensiva con i paesi spreconi come il nostro. «Non vogliamo mica pagare i loro vizi». Il 18 si vota a Berlino, piazza molto più importante del Meclemburgo. Ieri sera girava insistente la voce che la Grecia non è in grado di far fronte ai suoi impegni.

  • Quanti soldi chiederemo in prestito di qui al 31 dicembre?
Dobbiamo rifornirci, nella parte restante dell’anno, di poco meno di 150 miliardi.

Com’è andato lo sciopero della Cgil?
Cento manifestazioni in altrettante piazze. Discussioni infinite, come al solito, su adesioni e partecipanti. Dal governo dicono che ha incrociato le braccia il 15 per cento dei lavoratori. Sacconi ha definito la protesta “minoritaria”.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello sport 7 settembre 2011]