Comandini, 1 ottobre 1862
Lord John Russel scrive al comitato milanese per ringraziare del dono ricevuto
Al comitato milanese (Luigi Sessa, presidente della Camera di commercio, prof, abate Francesco Regonati, prof. sac. Luigi Malvezzi, Pietro Pietrasanta, dirett. dell’Istituto di educazione, dott. Pietro Saba, dirett. del consiglio agrario di Milano, avv. Luigi Manini, avv. Luigi Sommaruga, pittore Giovanni Locarno, rag. Virginio Cozzi) che per pubblica sottoscrizione, in segno di patriottica gratitudine per ciò che ha fatto per l’Italia, gli ha mandato a donare la statua in marmo la Convinzione dell’Unità d’Italia, esposta a Firenze dallo scultore milanese Carlo Romano (professore di disegno nell’Istituto dei sordo-muti di Milano) lord John Russell, ricevuto il dono, risponde; «Fu sempre mia persuasione essere l’Italia il più competente giudice del modo migliore di ottenere la libertà, la prosperità e l’indipendenza sua. Il solo merito che io, insieme coi miei compagni del ministero, possa arrogarmi, e di avere manifestato apertamente, continuamente e felicemente l’opinione che l’Italia non doveva essere impedita nella grande opera che, a gloria immortale dei suoi figlioli, ella aveva tanto bene cominciato.
«Fu sua buona ventura l’essere nel principio di quest’opera aiutata dai potenti eserciti dell’Imperatore dei Francesi. La sua fortitudine, la sua moderazione, la sua tolleranza l’hanno condotta a quello che ora è, e la sua costanza compirà, come io spero, l’edilizio di cui il genio del popolo pose le fondamenta».