8 settembre 2007
Vince chi ci ha messo cuore
• «In una selezione che affiancava opere che
interrogavano la realtà con la forza della narrazione ad altre che sembravano
cercare soprattutto di riflettere sul cinema e sulle sue potenzialità, i sette
registi-giurati si sono schierati decisamente per i primi. Ang Lee ricostruisce
uno dei periodi più cupi della recente storia cinese, l’occupazione da parte
del Giappone e il ruolo dei collaborazionisti con l’invasore; Brian De Palma
parla della guerra in Iraq e del massacro di una famiglia inerme da parte di
alcuni soldati statunitensi; Nikita Mikhalkov affronta lo spinoso tema della
guerra in Cecenia e soprattutto dei fantasmi che quel conflitto ha generato
nella Russia di Putin; Abdellatif Kechice e Todd Haynes raccontano le mutazioni
sociali all’interno di una comunità di arabi-francesi e le mutazioni artistiche
che hanno contraddistinto la carriera di uno dei più americani tra i cantanti
americani, Bob Dylan; Paul Laverty che con Ken Loach ha raccontato come i
lavoratori immigrati vengono sfruttati da altri lavoratori. Tutte storie
concrete, sanguigne, a volte anche laceranti che i registi raccontano in modi
spesso lontanissimi tra di loro ma tutte storie che hanno in comune una stessa
qualità: la passione con cui quei soggetti sono raccontati e filmati». [Paolo
Mereghetti, Cds 9/9/2007]