7 settembre 1996
«Questo Festival sempre più simile a Miss Italia»
• «Questo Festival di Venezia sempre più simile al concorso di Miss Italia, questo Festival dominato dalle Parietti, dalle Marini, dai Tapies, dai Boldi (dalla genialità di Boldi!), dai Mollica (dal buonismo di Mollica!), dai Ghezzi (dalle sconvolgenti analisi di Ghezzi!), questo Festival dove si premiano le bambine, secondo l’aurea lezione di Gianni Boncompagni. E questo Gillo Pontecorvo, che sembra il fratello ben riuscito di Enzo Mirigliani; nel vestirsi casual, non sbaglia una polo. I tremila e passa giornalisti hanno abbandonato le postazioni; e intanto un’altra occasione d’oro è sfumata: adesso che la Cultura e la Cinefilia sono al potere, abbiamo finalmente capito cos’è Venezia. Non un’occasione unica per comprendere se il cinema sa offrire ancora trasalimenti, non una circostanza per investire in simbolicità, non un pretesto per dimostrare finalmente la diversità dei film rispetto ai palinsesti televisivi. Niente di tutto questo: Venezia è sembrata solo una passerella per tutte le vanità, da Marco Ferreri a Walter Veltroni, da Raffaella Zardo a Marcos, che a nome degli Indios Maya ha detto dal Messico “Grazie Minà!”. Tanto, uomini politici, artisti e scrittori, sportivi, persino filosofi, tutti sanno da tempo che il loro traguardo di popolarità è il piccolo schermo. Non il grande. Di grande non c’è più niente». [Aldo Grasso, Corriere della Sera 9/9/1996]