10 settembre 1986
Lo spettacolo del battimano perpetuo
• Si conclude la 43ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. «Lo spettacolo si svolge filato, a parte i soliti inciampi dovuti all’andirivieni dei premiati sul palcoscenico (perché non fornirli di una cartina come fanno all’Oscar?) e alle insistenze dei fotografi. Il grande pubblico in diretta di RaiUno può godersi a casa una sagra del consenso in tutte le possibili sfumature. Applausi per la nobile figura di un premiatissimo esule cileno (corda civile), per l’attrice francese che in gioventù faceva scandalo (corda sessual-museografica), per i rappresentanti dell’ufficialità (corda ruffiana), per le ragazzacce spettinate che si muovono come in discoteca (corda giovanottista), per il comico emarginato che riceve finalmente il riconoscimento della sua vita (corda patetica), per i fratelli Taviani che regalano al pubblico un minuto di verità (corda cinefila), per Venezia che si candida al ruolo di capitale europea del cinema (corda municipalistica). Di fronte a una rappresentazione tanto calibrata si vorrebbe gridare “fuori l’autore”, ma l’autore è già fuori anche se non si è riservato una vera parte in commedia. Gian Luigi Rondi preferisce che a cantare le sue lodi siano gli altri: il Sindaco di Venezia, il Presidente della Biennale, il Ministro dei beni culturali. Questa serata è il suo capolavoro di tessitore occulto e regista palese, un prodotto omogeneizzato in cui tutte le contraddizioni si risolvono nel gran calderone del battimano perpetuo». [Tullio Kezich, Rep. 12/9/1986]