7 settembre 1984
Donne dappertutto protagoniste, pochi i nudi
• «Una Mostra dove, e non succedeva da anni, ci sono state molte figure femminili: tanto che, se abbondavano le attrici meritevoli del premio per la miglior interpretazione, quasi mancavano uomini il cui ruolo apparisse indimenticabile. Scomparse le attrici bellissime, il cinema sta dando spazio a ragazze caratterizzate da una grazia strana e inquietante, come Nastassja Kinski di Gli amanti di Maria o Pascale Ogier, che all’ultimo momento le ha sottratto il premio. Oppure a donne non giovanissime, dal fascino maturo e toccante, da Maja Komorowska de L’Anno del sole quieto alla coppia Jane Birkin-Geraldine Chaplin di L’amore per terra. Di nuovo protagoniste, le attrici non passano quasi più sotto la punizione, o l’esibizionismo, del nudo: l’unica ragazza totalmente nuda la si vede nel film di Evtuscenko Il giardino d’infanzia; però si rotola sulla neve, quindi in assoluta castità; mentre è un lampo la nudità fragile ed elegante della Ogier, e una rivelazione il busto di Giuliana De Sio, che si mostra per la prima volta senza camicetta, sia pure con legnoso imbarazzo. Più sempliciotti gli uomini: il povero Tarzan porta un suo incongruente gonnellino non richiesto probabilmente dalle femmine scimmie sue uniche compagne nella foresta: un giovanotto del Futuro è donna si fa scivolare i pantaloni piangendo come per chiedere venia, e le due spettatrici forzate lo cacciano tra sbadigli di noia. La nudità galleggiante e incatenata di Gavino Ledda nel suo film Ybris non è certo di quelle che provocano brividi di lussuria... (…) Sembra che il cinema, saldamente in mano agli uomini, ami soprattutto riproporre i suoi simboli femminili preferiti, la Madonna, che ha il suo ritratto più romantico nella “Maestrina della penna rossa” di Cuore e la puttana che viene rappresentata nel film di Ferreri Il futuro è donna da una solare e brava Ornella Muti». [Natalia Aspesi, Rep. 9/9/1984]