30 agosto 2011
Lo schiaffo del Sessantotto
• La Mostra, retta ancora (come del resto la Biennale) da uno statuto di epoca fascista, nel ’68 subisce dure contestazioni. Tra le conseguenze l’abolizione della competitività del festival (tornerà nel 1980) e l’introduzione del Leone d’oro alla carriera. Nel 1972 l’Anac e l’Aaci organizzano nel centro storico di Venezia le Giornate del cinema italiano, in aperto contrasto con la Mostra. L’anno successivo, poiché lo statuto è ancora fermo in Parlamento, la Mostra salta del tutto (come anche il suo direttore Gian Luigi Rondi). A metà degli anni Settanta si tenta la strada di una Mostra diversa, con proposte di nuovi film, omaggi, retrospettive, convegni, mantenendo delle proiezioni decentrate a Venezia (l’atmosfera è piuttosto moscia). Nel biennio 1977-1978 la Mostra non si tiene. Ad ogni modo, in queste edizioni passano da Venezia film significativi, tra cui I diavoli di Ken Russell (1971), Domenica, maledetta domenica di John Schlesinger (1971), Attenzione alla puttana santa di Rainer Werner Fassbinder (1971), Anche gli uccelli uccidono di Robert Altman (1971), Arancia meccanica di Stanley Kubrick (1972), Prima del calcio di rigore di Wim Wenders (1972), La rabbia giovane di Terrence Malick (1975), Novecento di Bernardo Bertolucci (1976), L’ultima donna di Marco Ferreri (1976).