27 agosto 1964
Meno tavole rotonde, più rotondi fianchi delle dive!
• Si apre la 25ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e quasi subito esplode la polemica. «L’esperimento di Chiarini (direttore della Mostra dal 1963, ndr) procede imperterrito, accentuando austerità e selezione. Gli oppositori gridano alla scandalo, giurano che la tetraggine uccide il Festival. “Due anni di rigorismo l’hanno ridotto in coma, senza mondanità, senza divismo un festival è destinato alla tomba”. (…) Ma è sbagliata l’austerity del professor Chiarini; o sono sbagliati la stagione e il luogo scelti, trent’anni fa, dal conte Giuseppe Volpi? La stagione giusta è quella del Festival di Cannes, maggio, quando il clima è energetico, il mistral frizzante. La stagione giusta è quella del Festival di Acapulco: novembre, quando il Messico è splendido, la Sierra esilarante. Ma al Lido l’aria è già marcia d’autunno se non soffia lo scirocco, tira il borin. Non è la stagione giusta. A Cannes la cucina è buona. C’è il bal-musette, ci sono gli spettacoli con le donne nude. Qui c’è un solo night. Lo Chez Vous: vi si esibisce un acrobata in bicicletta. “In compenso organizziamo le tavole rotonde”, imprecano gli oppositori “e siedono tipi zazzeruti che discutono di storiografia e di estetica cinematografica, ma non sanno che il cinema l’ha inventato Charlot con le torte in faccia e Tom Mix coi lazo”. Ciò che è sbagliato, sostengono gli oppositori, non è il Lido, è Chiarini (…), è sbagliato preferire le tavole rotonde ai rotondi fianchi delle dive, è sbagliato invitare Muscetta (Carlo, critico letterario e poeta, ndr) al posto della Loren. Possedere la mentalità da cineclub, questo è l’imperdonabile errore. Il professor Chiarini (…): “Se volete Liz Taylor, trovate uno che inviti Cleopatra. A me della Taylor non importa niente”». [Mino Monicelli, Europeo 1964/37]