5 settembre 1862
Vittorio Emanuele vorrebbe l’amnistia
•Si discute ancora
su chi dovrà giudicare Garibaldi e i suoi. Oggi i giornali di Torino
confermano che il Consiglio dei ministri non esclude il giudizio dinanzi a un
Consiglio di guerra «perché trattasi di persone prese colle armi in mano, in
provincie poste in stato d’assedio, e nelle quali era inoltre attuato lo stato
di guerra». [Naz. 5/9/1862]. La Gazzetta Ufficiale mantiene però il massimo
riserbo e la Corrispondenza Franco-Italiana riporta «l’eco di una voce»:
«Vittorio Emanuele (...) lasciò cadere però dalla sua augusta bocca la parola amnistia»
(Corrispondenza Franco-Italiana) [Mon. Bo. 5/9/1862].