Comandini, 19 agosto 1862
Garibaldi deciso a proseguire la sua marcia verso Catania
Garibaldi, attraversa il Simeto e, alte spalle delle truppe regie, dirigevi Verso Paternò, fermandosi in un oliveto a 2 miglia dalla città; mandando ad avvisare il maggiore Gallois idei 53° fanteria di essere deciso a proseguire per Catania, senza attaccare le truppe, ma deciso a non essere trattenuto. Il maggiore risponde che egli ha ordini da fare eseguire. Garibaldi invitalo a colloquio, al quale il maggiore aderisce; e poco dopo all’accampamento garibaldino arrivano Viveri. Corre voce che Garibaldi abbia fatto vedere al magg. Gallois una specie di salvacondotto, scritto di pugno del re Vittorio Emanuele, pervenutogli giorni innanzi a S. Filippo d’Argirò, e da lui custodito in una teca metallica appesa al collo ad un cordone di seta bianca. A sera prosegue per Catania, e per errore delle guide attraversa parte di Paternò, dove il picchetto regio presentagli le armi; a Misterbianco verso le 22 fa alto, poi seguito dalla popolazione con torcie, acclamante, avanza verso Catania.