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 2011  agosto 13 Sabato calendario

Il consiglio dei ministri, convocato per le sette di sera, iniziato effettivamente alle 19.40 e concluso poco dopo le nove, dovrebbe aver approvato un decreto legge, un disegno di legge e una legge delega

Il consiglio dei ministri, convocato per le sette di sera, iniziato effettivamente alle 19.40 e concluso poco dopo le nove, dovrebbe aver approvato un decreto legge, un disegno di legge e una legge delega. Diciamo “dovrebbe” perché tutto quello che sappiamo a quest’ora tarda è quanto Tremonti e Berlusconi hanno riferito alla stampa a ridosso dell’ora di chiusura dei giornali e quello che è uscito fuori dalle anticipazioni più varie, indiscrezioni con commento concesse ora da questo ora da quello. Il consiglio dei ministri si proponeva, col pacchetto di leggi, di mettere insieme 45 miliardi entro il 2013, agendo specialmente sul fronte dei tagli e più moderatamente sul fronte dei prelievi, «altrimenti» ha detto Tremonti «i termini della manovra non sarebbero stati accettati dalla Bce». L’obiettivo si dichiara raggiunto, anche se la Cgil annuncia l’intenzione di uno sciopero generale e Berlusconi ha detto che con i tagli alla politica «forse abbiamo esagerato».

In che consisterebbero i tagli alla politica?
Sarebbero abolite 38 province, cioè tutte quelle che hanno meno di 300 mila abitanti. Se si guarda l’elenco ci sono nomi importanti. Per esempio Aosta, Asti, Benevento, Gorizia, Grosseto, La Spezia, Massa Carrara, Matera (in Basilicata la provincia di Potenza e la Regione a questo punto coincidono…), Nuoro, Piacenza, Rieti, Siena, Trieste, Vercelli. I comuni con meno di mille abitanti saranno fusi. Il numero dei componenti dei consigli regionali sarà ridotto. L’insieme di queste misure taglierà 54 mila poltrone, con un risparmio, a spanne, di tre-quattro miliardi. Altri 6 miliardi saranno tagliati ai ministeri e ancora sei miliardi verranno tolti agli enti locali nel 2012. Nel 2013 il taglio nei trasferimenti sarà di tre miliardi e mezzo. Tremonti ha spiegato per l’ennesima volta che il rapporto deficit/pil deve scendere dal 3,9 del 2011 all’1,6 del 2012 e allo 0 del 2013.

Maastricht non permetteva un rapporto deficit/pil del 3%?
Noi dobbiamo restituire il debito, che ieri ha raggiunto il nuovo record di 1901,9 miliardi. Il deficit va abolito, cioè non possiamo più spendere una somma maggiore di quella che incassiamo. Fermo restando che le spese per interessi non devono aumentare. Ieri la borsa è andata bene (+4% a Milano) e il differenziale tra Btp e Bund è sceso soto i 270 punti, grazie agli acquisti della Bce. Ma questo è tutto un altro capitolo.

Stava parlando della manovra.
Le festività saranno “accorpate alla domenica” cioè si festeggeranno sempre il lunedì successivo. Parlo delle festività civili, cioè 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Su quelle religiose, resta in vigore il Concordato. I lavoratori dipendenti che guadagnano più di 90 mila euro l’anno dovranno versare un contributo del 5%, quelli che stanno sopra ai 150 mila del 10%. A parte questa misura, non c’è nessuna patrimoniale né sui valori mobili né su quegli immobili. Ma la tassazione sulle rendite finanziarie – esclusi i titoli di stato – è portata dal 12,5 al 20%. Niente aumento dell’Iva, come avrebbe voluto Berlusconi (anche due punti). Tremonti si è opposto con tutte le sue forze, spiegando che questa misura avrebbe provocato gravi effetti depressivi, cioè un’ulteriore caduta della domanda. I commercianti erano contrarissimi, e saranno soddisfatti. Si sentono già rumori di guerra invece sul fronte lavoro.

Perché?
In modi che capiremo meglio leggendo i testi, si darà la libertà di stipulare contratti aziendali in deroga ai contratti nazionali e anche allo Statuto dei lavoratori. Sembrerebbe il sistema Marchionne elevato a legge. Maggiore facilità di licenziare anche gli assunti a tempo indeterminato. Sono state poi annunciate liberalizzazioni e privatizzazioni. Sulle liberalizzazioni il governo può cadere, dato che gli avvocati hanno già fatto sapere che il loro Ordine fa parte dei valori non negoziabili. E gli avvocati in Parlamento sono tanti.

L’evasione fiscale?
Non si potranno eseguire in contanti operazioni superiori ai 2.500 euro. Mah: io avrei eliminato il contante e introdotto la carta di credito anche per il cappuccino delle dieci. L’evasione fiscale sarebbe a quel punto sgominata. Tremonti ha annunciato interventi anche sui giochi. Sanzioni molto dure per chi non emette fattura ed ennesima rimodulazione degli studi di settore. Le reazioni sono in parte quelle che ci si poteva aspettare fin dall’inizio. Bersani ha detto che la manovra è «inadeguata e iniqua», l’Udc la trova «piena di tasse», Di Pietro – sorprendentemente - ammette che, accanto alle ombre, ci sono le luci

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 13 agosto 2013]