Comandini, 24 settembre 1862
Mercantine scrive a Garibaldi
• Da Bologna Luigi Mercantine scrive a Garibaldi per dissuaderlo dall’impresa cui si è accinto, e conclude: «Il mio inno dice: “i martiri nostri son tutti risorti” ed io in questo momento terribile li veggo rinchiusi nelle loro tombe a piangere, mentre i farisei e gli austriaci ridono, aspettando l’ora del fratricidio ».