La Gazzetta dello Sport, 6 agosto 2011
Una giornata finita di poco in rosso, e comunque non drammatica come le precedenti, ha avuto un epilogo clamoroso: una conferenza stampa improvvisa di Berlusconi-Tremonti-Letta che hanno annunciato quattro interventi legislativi, da attuare al più presto, motivati dalla constatazione, rilasciata all’agenzia Reuters da investitori anonimi: «Non vedo come potremmo sopravvivere a un’altra settimana come questa»
Una giornata finita di poco in rosso, e comunque non drammatica come le precedenti, ha avuto un epilogo clamoroso: una conferenza stampa improvvisa di Berlusconi-Tremonti-Letta che hanno annunciato quattro interventi legislativi, da attuare al più presto, motivati dalla constatazione, rilasciata all’agenzia Reuters da investitori anonimi: «Non vedo come potremmo sopravvivere a un’altra settimana come questa».
Cominciamo da questa conferenza stampa.
Convocata per le 19, poi slittata alle 19.30 e
cominciata effettivamente alle 19.45… Già questo ritardo ha fatto immaginare
che ci fossero discussioni sul che fare, che fossimo all’ultimo minuto delle
litigate interne alla maggioranza. Deve infatti sapere che l’agenzia Reuters –
autorevolissima – aveva diffuso nel corso del pomeriggio la seguente notizia:
la Bce ha fatto sapere al governo italiano che non comprerà i nostri buoni del
Tesoro se l’Italia non metterà mano alle riforme di struttura necessarie per
sistemare i conti del Paese.
Come facciamo a essere sicuri di questa
informazione?
Giovedì, quando Milano ha perso più del 5%, la Bce
ha comprato titoli portoghesi, irlandesi e greci, ma nonha comprato titoli italiani. E ha fatto
in modo che si sapesse. Allo stupore per questo comportamento – la Bce ha
aiutato finora tutti, nei limiti di quello che le è possibile – ha fatto
seguire questa indiscrezione della Reuters. Che ieri sera ha poi battuto un
altro dispaccio, in cui si spiegava che la Banca centrale non commentava in
alcun modo le notizie del pomeriggio. È il modo per non smentire, cioè è il
sistema con cui si fa conoscere una posizione senza assumerla ufficialmente
(che sarebbe troppo grave). D’altra parte, non ha smentito queste voci neanche il
presidente del consiglio. C’era dunque materia per immaginare che fra
Berlusconi, Tremonti e Letta vi sia stata una discussione piuttosto accesa. Lei
capisce che con la sua presa di posizione, la Banca centrale europea e l’Europa
stessa hanno commissariato il governo italiano. Il senso delle telefonate che
nel pomeriggio si sono intrecciate tra le cancellerie europee è questo.
Quali misure hanno preso?
Quella più rilevante è l’anticipo della manovra da
47 miliardi, i cui effetti si dovevano spiegare completamente nel 2014 e che
invece sono stati anticipati al 2013, anno quindi nel quale sarà raggiunto il
pareggio di bilancio. Berlusconi e Tremonti, oltre a questo provvedimento, ne
hanno annunciati altri tre: sarà integrata la Costituzione con un articolo nel
quale sarà reso obbligatorio il pareggio di bilancio. Significa che nessun
governo potrà spendere denaro che non ha in cassa e forse si porrà anche un
limite all’indebitamento, come in America. Le caratteristiche di questa norma
saranno fissate a partire dalla settimana prossima. Le commissioni che dovranno
delinearne il profilo sono già state convocate. Verrà poi riformato l’articolo
41 della Costituzione.
Che cosa dice?
«L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in
contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla
libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i
controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere
indirizzata e coordinata a fini sociali». È questo un caposaldo del nostro
stato parasocialista. Sia Tremonti che Berlusconi vogliono modificarlo con un
testo che dice più o meno così: «L’iniziativa economica privata è libera. Tutto
ciò che non è espressamente vietato dalla legge, è permesso». Su questo articolo
vedremo battaglie furibonde. Infine, il quarto provvedimento prevede una
riforma del mercato del lavoro. Ne vedremo delle belle anche qui: i
parlamentari avvocati, quando pochi giorni fa si è provato a toccargli il loro
Ordine, hanno annunciato che piuttosto avrebbero fatto cadere il governo.
Avvocati di destra e di sinistra.
Questi interventi serviranno a placare i mercati
e a rabbonire la Bce?
Chi può saperlo? Intanto l’unica misura immediata è
l’anticipo della manovra, che incontra però già un problema nel Pd: Bersani ha
già detto che non basta anticiparla, bisogna anche modificarla. Per le due
leggi costituzionali ci vogliono almeno nove mesi. La riforma del mercato del
lavoro, nel nostro sistema, vuole una lunga discussione con le parti sociali,
sindacati, opposizione, Confindustria e quant’altro. Tempi biblici. E qui
invece bisognerebbe esser svelti e decisi come Marchionne, a quanto pare
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 6 agosto 2011]