9 agosto 1916
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Giacomo Matteotti al confine
• Le autorità militari richiamano Matteotti e lo mandano il più lontano possibile dal fronte, per impedirgli di continuare nell’attività di sobillazione antibellicista. Scrivono nella motivazione dell’allontanamento dalla città che essendo Rovigo «in Stato di guerra» è «assolutamente pericoloso» che questo «pervicace, violento agitatore, capace di nuocere in ogni momento agli interessi nazionali» continui a rimanere in una zona tanto delicata. La pratica è stata aperta il 6 giugno, il giorno dopo il suo discorso sulla guerra. Lo mandano a Verona, poi a Cologna Veneta. Quindi a Messina, prima in città poi a Campo Inglese, sulle montagne. [Romanato 2011]