Comandini, 3 agosto 1862
Diramato in tutto il Regno un proclama del Re che invita alla calma sulla questione romana
Da Torino, per tutto il Regno, è diramato proclama reale «agl’Italiani» così concepito: «Nel momento in cui l’Europa rende omaggio al senno della Nazione e ne riconosce i diritti, è doloroso al mio cuore che giovani inesperti ed illusi, dimentichi dei loro doveri, della gratitudine ai nostri migliori alleati, facciano segno di guerra il nome di Roma, quel nome ai quale intendono concordi i voti e gli sforzi comuni.
«Fedele allo Statuto da me giurato, tenni alta la bandiera dell’Italia fatta sacra dal sangue, e gloriosa dal valore dei miei popoli.
« Non segue questa bandiera chiunque violi le leggi e manometta la libertà e la sicurezza della patria facendosi giudice dei suoi destini. «Italiani! Guardatevi dalle colpevoli impazienze e dalle improvvide agitazioni!
«Quando l’ora del compimento della grande opera sarà giunto, la voce del vostro Re si farà udire da voi.
«Ogni appello che non è il suo, è un appello alla ribellione, alla guerra civile.
«La responsabilità ed il rigore delle leggi cadranno su coloro che non ascolteranno le mie parole.
«Re acclamato dalla Nazione, conosco i miei doveri. Saprò conservare integra la dignità della Corona e del Parlamento, per avere il diritto di chiedere all’Europa intera giustizia per l’Italia».