Comandini, 19 luglio 1862
Garibaldi acclamato a Trapani al grido «o Roma o Morte»
Proveniente da Trapani, Garibaldi arriva di prima mattina a Marsala accolto con entusiasmo frenetico. Da per tutto sono inscrizioni per Roma e Venezia. Recasi in Duomo al canto Ambrosiano, poi un frate dal pergamo apostrofa con parole entusiastiche Garibaldi, che lo abbraccia e lo bacia. Poi ritirasi in una casa e parla al popolo dal balcone, fanatizzandolo. Ripete essere « vergogna» per gl’italiani che a Roma siavi lo straniero. Deve cessare e cessare «fra giorni. Sì, Roma è nostra! (Voci del popolo: nostra! nostra!..) o Roma o Morte!» (o Roma o Morte!) Da Marsala sorse il grido di libertà, ed ora sorga il grido : «o Roma o Morte» (sì, o Roma o Morte). Noi non vogliamo l’altrui, ma vogliamo quel che è nostro, sì, il nostro. O Roma o Morte!» (Sì, o Roma o Morte!..). Grandi acclamazioni, essendosi egli ritirato, lo fanno uscire ancora a gridare: «o Roma o Morte ». Esce poi in carrozza e recasi al luogo dove sbarcò nel’60. Tornato alla propria residenza riceve dei preti e dei frati e li abbraccia. Fa colazione coll’arciprete e coi primarii di Marsala, poi visita il tempio di Nostra Donna della Cava visitandone la immagine miracolosa, avvisando che domani verrebbe ad assistere al divino sagrificio. Visita poi un istituto di beneficenza; poi torna a casa a pranzo; riceve varie signore; e verso le 11 ritirasi per riposare.