Comandini, 30 giugno 1862
Garibaldi esorta i palermitani completa unità dell’Italia
Garibaldi a Palermo insediasi nel proprio alloggio dittatoriale a palazzo reale; vi riceve gli ufficiali della guardia nazionale. Riceve tutta la gioventù universitaria; parla ad essa con grande animazione, dicendole: «A Roma ed a Venezia: bisogna finirla una volta: si è tirata troppo a lungo; deve cessare oramai questa vergogna per l’Italia!..» La sera recasi al teatro Garibaldi e parla al popolo, confidando che farà un altro vespro siciliano se ve ne sarà bisogno; ripetendo che la bandiera è sempre «Italia e Vittorio Emanuele» e che si libererà Roma e Venezia.