Comandini, 3 giugno 1862
Garibaldi rivolge alla Camera una lettera per chiarire la sua condotta
Alla Camera fra grande aspettazione il presidente legge lettera, a lui diretta, del gen. Garibaldi, che spiega la propria condotta pubblica in questi ultimi tempi; esclude che a Bergamo e Brescia si trattasse di preparativi per una spedizione contro l’Austria, dichiara che si volle sempre la concordia col motto Italia e Vittorio Emanuele; rimprovera il ministero di non avere mantenute le fattegli promesse, mentre è urgente risolvere i problemi nazionali. Dopo brevi dichiarazioni del presidente dei ministri, Rattazzi, Crispi attacca il ministero sollevando vivi incidenti. Parlano Bertolami e Nicotera pure contro il ministero, Rattazzi presenta disegno di legge per regolare il diritto di associazione.