Comandini, 30 giugno 1865
• L’ufficioso Giornale di Roma tratta della missione Vegezzi, e pretende spiegare la verità contro le false assertive dei giornali
• L’ufficioso Giornale di Roma tratta della missione Vegezzi, e pretende spiegare la verità contro le false assertive dei giornali. Dice che i mali della Chiesa in Italia e la mancanza dei rispettivi pastori preoccupavano da gran tempo l’animo del papa. Per ciò Sua Santità prese la determinazione di rivolgersi particolarmente al re Vittorio Emanuele, invitandolo a mandare a Roma una persona di sua fiducia affinchè, prescindendo da qualsiasi politico aspetto, si rimovessero gli ostacoli opposti ai gravi bisogni religiosi. Il Re ha mandato il commendatore Vegezzi, il quale in varii abboccamenti col card. Antonelli, riconobbe giuste e conducenti allo scopo prefisso, le basi proposte dalla Santa Sede. Ma il commendatore Vegezzi, andato presso il proprio governo a ricevere definitive istruzioni, tornò con proposte, che, distruggendo le primitive basi, resero impossibile il definitivo accordo. «In tanta afflizione — conclude il Giornale di Roma — resta tuttavia il conforto al Capo della Chiesa d’essersi sgravata la coscienza dinanzi a Dio ed agli uomini, avendo egli tentato di fare quanto eragli dato nelle presenti circostanze».