Comandini, 1 giugno 1865
• Proclama del «Comitato Nazionale Romano» ai Romani, loro raccomandante, per la ricorrenza della festa dello Statuto, di resistere «alla immobilità di un potere che ha già fatto il suo tempo» e calmare «le impazienze di quei generosi che aspirano, come noi, alla redenzione di Roma»
• Proclama del «Comitato Nazionale Romano» ai Romani, loro raccomandante, per la ricorrenza della festa dello Statuto, di resistere «alla immobilità di un potere che ha già fatto il suo tempo» e calmare «le impazienze di quei generosi che aspirano, come noi, alla redenzione di Roma». Protesta rispetto e promette garanzie pel pontefice, dichiarando di associarsi a tutti gli elementi che concordino col programma nazionale. Conclude che ai Romani soli appartiene consacrare qualsiasi accordo sulla questione romana.