Comandini, 23 maggio 1865
• L’imperatore Napoleone III, che è in Algeri, scrive al principe Napoleone una lettera (pubblicata dal Moniteur del 27) nella quale disapprova il discorso di Ajaccio, accusa il principe di tendenze analoghe a quelle dei suoi nemici e giustifica l’assolutismo del primo impero invocando necessità ignorate da chi vive estraneo alle dure prove a cui è sottoposto il potere, dicendo esattamente: «Per sapere applicare ai tempi attuali le idee dell’Imperatore (Napoleone I) bisogna esser passati per le rudi prove della responsabilità e del potere»
• L’imperatore Napoleone III, che è in Algeri, scrive al principe Napoleone una lettera (pubblicata dal Moniteur del 27) nella quale disapprova il discorso di Ajaccio, accusa il principe di tendenze analoghe a quelle dei suoi nemici e giustifica l’assolutismo del primo impero invocando necessità ignorate da chi vive estraneo alle dure prove a cui è sottoposto il potere, dicendo esattamente: «Per sapere applicare ai tempi attuali le idee dell’Imperatore (Napoleone I) bisogna esser passati per le rudi prove della responsabilità e del potere». Dopo questa lettera, il principe Napoleone si dimette da tutte le cariche pubbliche da lui occupate, e cioè da vicepresid. del Consiglio privato e da presidente della Commissione per 1’Esposizione del 1867.