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 2007  febbraio 03 Sabato calendario

Ieri cinquecento scienziati del clima riuniti a Parigi ci hanno fatto sapere, con un documento molto discusso, che in questo secolo la temperatura del pianeta si alzerà di 2-4,5 gradi, e che il livello dei mari salirà di 28-43 centimetri

Ieri cinquecento scienziati del clima riuniti a Parigi ci hanno fatto sapere, con un documento molto discusso, che in questo secolo la temperatura del pianeta si alzerà di 2-4,5 gradi, e che il livello dei mari salirà di 28-43 centimetri. Parecchi studiosi giudicano queste cifre troppo basse. La temperatura, secondo una minoranza di estremisti, salirà fino a 6 gradi. E il livello del mare potrebbe crescere di 7 metri! D’altra parte gli studi non sono finiti: ci saranno tra poco altri due consessi a porte chiuse a Bruxelles e a Bangkok. A novembre, poi, verdetto finale, emesso da un’ulteriore assise a Valencia.

• Perchè tutto questo andirivieni? Non potrebbero dirci una volta per tutte come stanno le cose?
E’ una materia molto delicata. I politici non vogliono che si esageri con le drammatizzazioni. All’inizio della settimana un gruppo di scienziati ha denunciato l’amministrazione Bush sostenendo che erano state fatte pressioni su 150 studiosi perché nel rapporto finale di Parigi non si adoperasse mai l’espressione riscaldamento globale. D’altra parte è vero – come hanno denunciato a suo tempo Michael Crichton e il premio Nobel Kary Mullis – che più le previsioni sono catastrofiche e più si ottengono finanziamenti cospicui dai governi. Per cercare di mediare tra i due campi l’Onu ha messo insieme questo Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) del quale fanno parte 2500 scienziati. Saranno questi a parlare il prossimo novembre a Valencia.

• Come fanno a sapere che la Terra si sta scaldando?
Il clima è sotto osservazione dal 1850. Nel rapporto diffuso ieri si legge che: i ghiacci artici diminuiscono del 2,7 per cento ogni dieci anni; tra il 1900 e il 2005 le piogge sono aumentate nella parte orientale delle Americhe, mentre c’è stata più siccità nel Mediterraneo, nell’Africa e nell’Asia meridionale; nessun mezzo secolo degli ultimi 500 anni è stato caldo come quello 1950-2000; undici degli ultimi 12 anni sono i più caldi dal 1850 a oggi. Eccetera. Questi dati si ottengono con le osservazioni dal satellite, confrontando le serie statistiche, con l’osservazione geologica e fabbricando modelli matematici che simulano le condizioni delle epoche future o di quelle remote. L’insieme di queste procedure ci dice che un clima simile a quello verso il quale andiamo si sarebbe prodotto 125 mila anni fa. A quell’epoca il livello del mare era più alto di sei metri.

• Se la Terra si sta scaldando è colpa dell’uomo o no?
Il rapporto dell’Ipcc adopera di continuo, a questo proposito, le parole likely, very likely, extremely likely. Cioè: «probabile», «molto probabile», «estremamente probabile». La certezza assoluta non c’è. Il riscaldamento globale è provocato prima di tutto dall’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera. Questo aumento di anidride nell’atmosfera comincerebbe nel 1750, cioè con la Rivoluzione industriale e il boom demografico. Il riscaldamento è più intenso sulle terre che sul mare e più nella zona artica che in quella antartica. Cioè è più intenso nei luoghi dove è più intensa l’attività umana. Sembrerebbe ovvi la Terra s’è riscaldata da quando si sono aperte le fabbriche. Il Pianeta è più caldo là dove opera l’uomo.

• Allora è sicur è colpa dell’uomo.
Non è sicuro, è very likely. Chi nega la responsabilità dell’uomo (pochissimi, peraltro) dice che il periodo osservato è troppo breve. Aggiunge che con i modelli matematici è possibile ottenere qualunque risultato. Osserva che al tempo del preteso gran caldo di 125 mila anni fa l’uomo era appena comparso sulla Terra e certamente non inquinava.

• Che si deve fare? A chi si deve credere?
Un comportamento non inquinante è comunque conveniente, no? Oltre tutto tra cent’anni, o forse addirittura tra dieci, il petrolio finirà. Bisognerebbe quindi già da ora imparare a spostarsi di meno, scaldarsi di meno, rinfrescarsi di meno. Lo sapeva che i termosifoni di una famiglia inglese rilasciano nell’atmosfera sei tonnellate di anidride carbonica l’anno? E però: lei pensa che un politico intenzionato a farci stare al freddo vincerebbe le elezioni? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 3/2/2007]