La Gazzetta dello Sport, 5 febbraio 2007
Da ieri l’Auditel rileva anche gli ascolti di Sky e degli altri canali satellitari. • Che cos’ l’Auditel?E’ la società che ogni giorno, minuto per minuto, controlla chi sta davanti alla televisione e che cosa guarda
Da ieri l’Auditel rileva anche gli ascolti di Sky e degli altri canali satellitari.
• Che cos’ l’Auditel?
E’ la società che ogni giorno, minuto per minuto, controlla chi sta davanti alla televisione e che cosa guarda. Non si tratta di un Grande Fratello che ci spia, n il controllo avviene attraverso un campione, cioè 5.100 famiglie volontarie a cui l’Auditel ha consegnato un apparecchio, detto meter. Questo meter, piazzato in casa, capisce che cosa si sta guardando e chi sta guardando. Di notte, quando tutti dormono, manda il diaro della giornata televisiva a un grande calcolatore centrale. Qui arrivano nello stesso tempo i diari di tutte le altre famiglie campione. Il calcolatore li elabora e alle 10 di mattina sputa fuori i risultati. La felicità o l’infelicità dei divi televisivi dipende da quei numeri.
• Gli italiani sono quasi 60 milioni: come si può prestar fede a quello che fanno 5.100 famiglie?
Perché sono scelte con un criterio proporzionale, cioè rappresentativo di tutti quanti. Per esempi l’Italia ha tante donne, tanti uomini, tanti laureati, tanti pensionati eccetera. Ebbene il campione, in proporzione, deve avere la stessa quantità di donne, uomini, laureati e pensionati. Siccome anche la società cambia di continuo, quelli dell’Auditel fanno 30 mila interviste all’anno per verificare i cambiamenti nelle percentuali di uomini, donne, laureati, pensionati e di tutte le altre categorie previste.
• A che serve tutta quest’iradiddio?
Prima di tutto serve a quelli che devono fare la pubblicità in televisione, cioè a quelli che devono tirare fuori soldi per far conoscere i loro prodotti. Vale a dire, le aziende. Le aziende hanno interesse a sapere non solo quanta gente guarda la televisione, ma anche chi la guarda e che cosa guarda: se sono un fabbricante di pasta, vorrò sapere quali trasmissione guardano le casalinghe in modo da mettere in quel programma o almeno in quella fascia oraria i miei spot. L’Auditel, con i suoi rilevamenti, me lo dice.
• E perché la televisione satellitare non veniva considerata?
Veniva conteggiata nella voce altre reti, ma Sky non aveva dato finora il permesso di rendere noti i dati che la riguardavano perché li riteneva sbagliati: il metodo di rilevazione dell’Auditel – dicevano – non è abbastanza scientifico. E soprattutt i padroni dell’Auditel sono la Rai, Mediaset e le aziende che distribuiscono la pubblicità. Rai e Mediaset controllanto il 60 per cento dell’Auditel: come vuoi – dicevano a Sky – che siano disposti a far vedere che l’ascolto del satellite cresce? Hanno chiesto maggiori garanzie, gliele hanno date e da ieri possiamo sapere anche noi chi guarda il satellite.
• E’ importante?
Molto importante. I dati Auditel, se ben raccolti, ci dicono molto sull’Italia e sugli italiani. Già da queste prime rilevazioni si vede che la popolazione italiana è divisa in tre parti, che coincidono con le tre grandi emittenti. C’è l’Italia della Rai, costituita in media da sessantenni, con capofamiglia pensionato e prevalenza di pubblico femminile. Sono spettatori che fanno poco zapping, cioè restano fedeli alle loro trasmissioni e ai loro divi preferiti senza saltare di continuo da un canale all’altro. Non è un caso che per il Festival di Sanremo, Baudo abbia richiamato in servizio tante vecchie glorie: sono ancora gli idoli del suo pubblico. Da notare che anche il livello di istruzione non è troppo alto (soprattutto per Raiun Raidue e Raitre hanno spettatori più colti). Mediaset rappresenta l’Italia dei consumatori, è forte nella fascia 25-44 anni, piace quasi allo stesso numero di uomini e donne. Infine c’è Sky, che fa già il 7 per cento di share medio (ma con punte anche del 16) e ha ormai quattro milioni di abbonati: qui sta la classe alta del consumo televisivo, cioè i più colti e i più ricchi. Significa che gli inserzionisti, quando vedranno i nuovi dati Auditel, preferiranno probabilmente andare su Sky che su Mediaset, dato che i ricchi e i colti sono anche quelli che nei negozi spendono di più. Su tutta questa faccenda Auditel ci sarà presto, perciò, una grande battaglia anche politica. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 5/2/2007]