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 2007  febbraio 09 Venerdì calendario

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è partito ieri sera per l’India. • Senta, che cosa ci va a fare Prodi in India? ’ Terzo Mondo assolut tre persone su quattro vivono ancora in campagna, ci sono posti – tipo il quartiere Dharavi, a Bombay – dove hanno un water ogni 1

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è partito ieri sera per l’India.

• Senta, che cosa ci va a fare Prodi in India? ’ Terzo Mondo assolut tre persone su quattro vivono ancora in campagna, ci sono posti – tipo il quartiere Dharavi, a Bombay – dove hanno un water ogni 1.400 persone...
E sul Gange galleggiano decine di cadaveri. Eccetera eccetera. Tutto vero. Però Prodi si porta dietro Luca Cordero di Montezemolo, i capi delle nostre banche più importanti e 450 industriali. Le dice niente?

• Vorranno trasferire laggiù qualche fabbrica, perché il lavoro costa meno. O magari mettere in piedi dei call-center. Lo sanno tutti che quando prenoto un volo da Boston o da New York la ragazza che mi risponde sta quasi sicuramente in un posto tipo Calcutta. Adesso in Inghilterra adoperano giornalisti indiani per fare gli articoli. 37 euro per un pezzo accurato, contro i 228 che costerebbe in Inghilterra.
Lo fanno anche in Bangladesh. Flatworldsolution e Chillibreeze, se vuole, le preparano la tesi di dottorato per 2.300 euro. Diecimila parole, garantite e accurate. Lei magari, al posto di Prodi, sarebbe andato in Cina.

• Certo. Meglio.
A parte il fatto che in Cina Prodi c’è appena stato, è giusto curare la Cina, ma è ancora più giusto curare l’India. La Banca Goldman Sachs ha fatto la seguente previsione: l’economia cinese superererà l’economia americana nel 2035. Poi nel 2050 l’economia indiana supererà quella cinese. Sa perché? Per la politica delle nasciste. I cinesi hanno messo delle restrizioni esagerate – un solo figlio a famiglia – e intorno al 2030-2040 saranno una nazione di vecchi, come noi adesso. Gli indiani, invece, hanno una politica di controllo delle nascite più blanda. Nel 2050 saranno un miliardo e mezzo sia i cinesi che gli indiani, ma i cinesi spenderanno tutti i loro soldi per pagare le pensioni, gli indiani invece per fare investimenti e godersi la vita.

• Ma è roba che succederà tra un sacco di anni. Adesso a Bangalore, che sarebbe la città col maggior numero di computer e con più connessioni alla rete, hanno l’acqua solo tre ore al giorno.
Sì, è a Nuova Delhi c’è uno dei dieci migliori ospedali del mondo, l’All India Institute of Medical Science: duemila posti letto, tre milioni e mezzo di pazienti curati in un solo anno. Sa quanto pagano i malati? Un dollaro al giorno. Ma ascolti: lo sappiamo che è un paese pieno di problemi. Però si deve guardare ad altri indicatori: la Microsoft ha affidato alla Infosys lo sviluppo della sua architettura informatica. La Ranbaxy, quattordicesima al mondo per la vendita di farmaci generici, 1100 addetti, è leader assoluta in mercati enormi come la Nigeria o il Brasile. Raju Ramalinga è il re dei provider. Rajesh Jain ha ha appena lanciato sul mercato il computer da 70 euro. Azionisti indiani sono entrati nella Betapharm tedesca, nella Petrobras brasiliana. Tata ha comprato l’altro ieri le acciaierie olandesi Corus e s’è messo in testa di fabbricare la macchina che va ad aria. Gli inglesi, con un sondaggio, hanno scoperto che la nazione più ottimista del pianeta è l’India, col 97 per cento di imprenditori che hanno fiducia nel futuro, un ceto medio di cento milioni di persone con un potere d’acquisto da 100 miliardi di euro all’anno, undicimila università, la più grande industria cinematografica del mondo, cioè la cosiddetta Bollywood, 4.500 film solo nel 2006. Noi italiani possiamo fare un sacco di cose in India: vendergli cose, allearci con gli imprenditori locali, andargli a costruire strade, aeroporti. La Fiat e Tata, quello che vuole fare la macchina ad acqua, si sono già alleati e potrebbero costruire insieme l’automobile da duemila euro con cui invadere tra pochi anni l’Asia e l’America Latina. C’è da diventar ricchi anche noi.

• Perciò Prodi fa bene ad andare in India.
Fa bene, sì. Gli indiani non hanno neanche una questione di diritti civili, come i cinesi. Anche se capitano massacri e attentati pure lì (Indira Gandhi e suo figlio Rajiv sono stati ammazzati dai sikh, ci sono problemi alla frontiera con i pachistani, eccetera), hanno costruito una democrazia, e anche una democrazia sorridente. Se c’è una nazione al mondo per la quale è giusto fare il tifo, beh glielo dic quella è l’India. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 9/2/2007]