La Gazzetta dello Sport, 27 febbraio 2007
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, pronuncerà oggi alle 17, in Senato, il discorso per illustrare le linee guida della prossima azione di governo
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, pronuncerà oggi alle 17, in Senato, il discorso per illustrare le linee guida della prossima azione di governo. Seguirà dibattito e, domani, il voto di fiducia. Si sa già che il presidente del Consiglio dovrebbe confermare le posizioni di politica estera illustrate la scorsa settimana dal ministro D’Alema. E, inoltre, ci si aspetta che spieghi, almeno in generale, le modalità con cui il governo intende procedere nella costruzione della Tav (linea dell’alta velocità ferroviaria in Val di Susa) e nella riforma delle pensioni. assai probabile, infine, che dica qualcosa anche sulla riforma elettorale: dal suo ministro Vannino Chiti, che ha parlato nelle scorse settimane con tutti i partiti, verrebbe una proposta per un sistema elettorale di tipo tedesco.
• Suppongo che per mettersi d’accordo sulla nuova legge elettorale ci vorrà un sacco di tempo.
Anche D’Alema ha detto che ci vuole un sistema elettorale di tipo tedesco. Il sistema tedesco è quello nel quale se un partito non prende almeno il 5 per cento non entra neanche in Parlamento. Comunque, è ver per la legge elettorale ci vorrà parecchio tempo. Che è del resto quello che vogliono tutti, a destra e a sinistra: non sciogliere le Camere prima della fine del 2008.
• Perché?
Perché dopo due anni e mezzo di legislatura, deputati e senatori maturano il diritto alla pensione. Mentre se le Camere venissero sciolte domani, questo anno scarso non frutterebbe niente.
• Sono buone pensioni?
Accidenti. Sono buoni stipendi e sono buone pensioni. Un parlamentare prende – tra indennità, viaggi pagati, rimborsi vari e spese di soggiorno a Roma – 260 mila euro l’anno. Vive poi nella capitale e – per molti che vengono dalla provincia – già questa può essere un’esperienza eccitante. Anche l’ultimo dei peones ha i suoi momenti di gloria: televisioni che lo intervistano, gruppi che gli fanno la corte per ottenere favori. Al ritorno a casa, il nostro deputato o senatore è sempre un piccolo eroe. Difficile rinunciare troppo presto a questa ribalta, no? Ma c’è di più: se si riesce a fare mezza legislatura – due anni e mezzo, appunto – si matura questo diritto al vitalizio di cui dicevamo prima: minimo tremila euro lordi cumulabili con qualunque reddito. Se uno poi ha alle spalle altre legislature (come la maggior parte dei parlamentari), i due anni e mezzo diventano ancora più preziosi: l’indennità infatti sale col numero di legislature e l’età a cui si può riscuotere scende fino al limite, piuttosto incredibile, di cinquant’anni.
• All’estero funziona allo stesso modo?
I nostri deputati e i nostri senatori sono i meglio pagati d’Europa e forse del mondo. Il pil della Camera – un miliardo e mezzo di euro l’anno tenendo conto di tutt personale, palazzi, macchine, segretari e portaborse, i 50 mila euro per la carta igienica, la manutenzione eccetera – è più alto di quello della Mongolia e il doppio di quello di San Marino. Solo che gli abitanti – per dir così – della Camera sono 2.500, quelli di San Marino 30 mila e quelli della Mongolia due milioni e mezzo. Quanto al Senato, il suo costo di 600 milioni l’anno, confrontato con quello degli altri Senati europei, è imbarazzante: il doppio dei francesi, il quadruplo degli inglesi, dieci volte quello degli spagnoli, ventisette volte quello dei tedeschi...
• Non si vergognano mai?
Veltroni, quando si seppe che, a 52 anni d’età e con contributi versati per 23 anni in tutto, prendeva un vitalizio di 9.000 euro lordi al mese oltre allo stipendio di cinquemila euro netti come sindaco, si affrettò a far sapere che aveva tentato di congelare il vitalizio e che non c’era riuscito. Racconta di aver deciso, allora, di darlo in beneficenza agli africani. Speriamo che sia vero. Quanto agli altri, destra o sinistra che sia, di queste cose parlano il meno possibile. Ha capito perché deputati e senatori, divisi su tutto, sono però assolutamente d’accordo sul far durare la legislatura, ad ogni costo, fino alla fine del 2008? [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 27/2/2007]