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 2007  febbraio 28 Mercoledì calendario

Ieri alle cinque il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto al Senato e alla Camera dei deputati il voto di fiducia

Ieri alle cinque il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha chiesto al Senato e alla Camera dei deputati il voto di fiducia. Ha pronunciato, per l’occasione, un discorso in cui ha riassunto i punti salienti della prossima azione di governo.

• Bel discorso?
Intanto, breve. Prodi ha parlato poco più di mezz’ora, senza troppe contestazioni. A un certo punto ha fatto anche ridere i senatori, perché parlando dei problemi dell’acqua in Italia ha detto: «Se intanto se ne potesse avere un bicchiere...».

• Possibile? Tutto liscio? Niente grida, niente fischi?
Beh, qualche mormorio c’è stato e a un certo punto il presidente Marini è dovuto intervenire. I senatori hanno mugugnato quando Prodi ha detto che il governo vuole valorizzare le comunità italiane nel mondo. Qui, l’opposizione ha capito che il presidente del Consiglio stava corteggiando il senatore Pallaro, l’argentino, per averne il voto. E infatti lo avrà. Rumori ci sono stati anche quando ha ricordato i dati relativi alla ripresa dell’economia. Da destra si sono sentite contestazioni che significavan mica è merito tuo! E infatti Prodi ha riconosciuto che parte del merito va dato anche al precedente governo (oltre che alla congiuntura internazionale). Quando ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro fatto contro il terrorismo e per la sicurezza, invece, il Senato ha applaudito.

• E questi sono i punti importanti del discorso?
No, i punti davvero importanti del discorso, cioè le novità, sono due. Il prim Prodi ha ammesso che per la riforma elettorale il Parlamento potrebbe decidere di trovare «un luogo al suo interno dove discutere». il via libera a una Commissione parlamentare, comprendente rappresentanti dell’opposizione, per elaborare un sistema elettorale che metta tutti d’accordo. Bisogna ricordare che Prodi s’era opposto con tutte le sue forze, fino ad ora, a qualunque «tavolo» che mettesse insieme esponenti del centro-sinistra e del centro-destra. Il second il governo ha intenzione di metter mano alle pensioni, alzando le minime e badando alle «compatibilità finanziarie». Cioè, se si daranno soldi ai pensionati che prendono gli assegni più bassi, bisognerà togliere denaro agli altri. Si sa che gira una voce secondo cui si ammorbidirebbe l’innalzamento dell’età pensionabile, graduandola in tre momenti invece che in uno solo com’è adesso. Ma in cambio si darebbero pensioni più basse un po’ a tutti. I sindacati minacciano scioperi, ma Prodi nel suo discorso non è entrato così nel dettaglio. Piuttosto ha detto di essere pronto a unificare gli istituti di previdenza. E questa sarà interessante da vedere.

• E sulle altre questioni? La Tav, la politica estera, la legge sui conviventi, detta Dico?
Sulla Tav, cioè l’alta velocità ferroviaria, Prodi ha detto che i cantieri verranno aperti al più presto in modo da finire i lavori nei tempi concordati con la Comunità europea. Non ha specificato però se in Val di Susa sarà fatto o no il tunnel, che è l’opera contro cui si battono le comunità locali. La politica estera ha impegnato la prima parte del discors Prodi ha ricordato che il suo governo ha agito e agirà nel quadro delle decisioni prese dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2003. Le nostre truppe, cioè, si trovano dove si trovano in seguito a decisioni condivise con i partner europei e in particolare con francesi, tedeschi e spagnoli. In Afghanistan resteremo per fare opera di pace. stata pronunciata molte volte la parola multilateralismo, che significa: «prendiamo le nostre decisioni insieme agli altri», non come gli americani che sono «unilateralisti», cioè decidono senza tenere conto del pensiero dei partner. Insomma, è quello che ha detto D’Alema l’altro giorno. Sui Dico invece neanche una parola.

• Prenderà la fiducia oppure no?
Dovrebbe farcela. Ma il vero problema, come sa anche lei, è come farà a cavarsela nelle prossime settimane, quando le questioni che ieri sono state solo tratteggiate a grandi linee, dovranno essere affrontate in concreto. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 28/2/2007]