La Gazzetta dello Sport, 25 marzo 2007
Il 25 marzo del 1957, a Roma, i rappresentanti di Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmavano i trattati di Roma
Il 25 marzo del 1957, a Roma, i rappresentanti di Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmavano i trattati di Roma. Cinquant’anni dopo, cioè oggi, la Cee (Comunità Economica Europea) è diventata la Ue (Unione europea), cioè la terza realtà geografica del mondo, con una moneta unica, 27 paesi aderenti, 23 lingue parlate, 500 milioni di abitanti, libertà di circolazione, al suo interno, dei capitali, delle merci e delle persone. A Berlino, il presidente di turno della Commissione europea, la tedesca Angela Merkel, conclude le celebrazioni dell’importante ricorrenza con un grande vertice a cui partecipano i capi di Stato e di governo di tutti i paesi della comunità.
• Bah.
Lei dice Bah perché da quando c’è l’euro s’è iscritto tra gli scettici, vero? E bravo. Lei pensa che prima di questo maledetto euro si stava meglio, non c’era crisi economica, facevamo quello che ci pareva senza render conto a nessuno, i partiti ci risolvevano i problemi trovando sempre un posto per i nostri figli, eccetera eccetera. Lei è convinto – glielo leggo negli occhi – che Prodi si sia fatto turlupinare e abbia accettato un cambio lira/euro sfavorevole. Sa di che parlo, almeno? anche convinto che con l’arrivo dell’euro i prezzi siano raddoppiati. Ammetta che è così.
• Proprio così. Non si potrebbe andar via dall’Europa, a un certo punto?
Ora le voglio fare questa semplice domanda, un piccolo quiz che scioglieremo alla fine. E devono rispondere anche i lettori. Quanto costava secondo lei un cinema di prima visione nel 2001, cioè l’ultimo anno della lira? No, non dica niente adesso. Daremo la risposta giusta alla fine. Invece attiro la sua attenzione su questo fatt è ormai escluso che tra francesi e tedeschi (come le ultime due volte) o tra inglesi e francesi (come ai tempi di Napoleone) possa scoppiare una guerra. Ci pensi un attim una guerra tra europei è adesso inconcepibile. Le pare poco? merito del trattato firmato 50 anni fa.
• E’ molto. Ma dico che avremmo potuto raggiungere lo stesso risultato con più semplicità. A Bruxelles abbiamo migliaia di persone che guadagnano quantità enormi di denaro e si occupano solo della lunghezza delle banane.
vero. Però abbiamo resistito all’invasione cinese nel settore tessile grazie alle politiche decise dall’Europa. E il tasso di sconto (paghiamo cioè interessi bassi, tra l’altro, sui mutui) è molto favorevole grazie all’Europa. E andiamo facilmente ovunque – a Londra, Parigi o Stoccolma – grazie all’Europa. E grazie all’Europa è caduto il muro di Berlino».
• E le litigate con gli europei ai tempi di Berlusconi?
Va bene, le faccio l’elenco dei problemi, li conosco pure io. La volontà di francesi e tedeschi – e soprattutto dei francesi – di farla da padroni è un problema. Il fatto che gli inglesi si ostinino a continuare con la sterlina è un problema. L’antipatia americana è un problema. Nessuno parla dell’antipatia americana per la Ue, ma l’antipatia c’è e fin dal primo momento. L’euro fa la concorrenza al dollaro, e la fa molto seriamente al punto che cominciano a esserci piazze dove il petrolio si compra preferibilmente in euro. L’Europa ha una popolazione doppia di quella americana. L’Europa adesso vuole dotarsi di un suo esercito e di un suo ministro degli Esteri e lei capisce che questo sarebbe fastidiosissimo per gli Stati Uniti, i quali stanno tentando di dare un nuovo senso alla Nato non solo con la base di Vicenza, ma anche con la costruzione di uno scudo nell’Europa dell’Est. Scudo che sta già provocando polemiche a non finire. E infine l’Europa è molto criticata dal papa perché ha varato una costituzione, peraltro bocciata da francesi e olandesi, dove non si accenna in nessun modo ai valori fondanti dell’Unione, che sono naturalmente valori cristiani. vero che un’Europa solo economica non scalda i cuori e i cuori, in queste cose, è bene invece che siano caldi.
• Adesso l’indovinello del cinema
E’ un’indagine fatta dalla Banca d’Italia per risolvere la questione dell’inflazione percepita. Alla domanda sul prezzo del cinema nel 2001, la maggior parte degli intervistati ha risposto settemila lire e un altro gruppo importante ha detto novemila lire. Solo il 25 per cento degli italiani ha dato la risposta giusta, che è 13.000 lire (dicembre 2001). Capito il problema? Se tu pensi che il prezzo del cinema nel dicembre 2001 fosse di 7 mila lire è chiaro che poi percepisci il biglietto a 7 euro come un furto. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 25/3/2007]