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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

Non solo, per comprare Telecom, si sono presentate una compagnia americana e una messicana, ma anche per pigliarsi Alitalia si sono messi in gara i russi dell’Aeroflot e la Tpg, altra compagnia che viene dagli Stati Uniti

Non solo, per comprare Telecom, si sono presentate una compagnia americana e una messicana, ma anche per pigliarsi Alitalia si sono messi in gara i russi dell’Aeroflot e la Tpg, altra compagnia che viene dagli Stati Uniti.

• Le rifaccio la domanda di ieri. Ci stiamo vendendo tutto?
No, non ci stiamo vendendo tutto. Ho davanti a me i dati della Kpmg: nel 2006 abbiamo comprato all’estero 96 volte e siamo stati comprati 72. Nel 2005, abbiamo comprato 88 volte e siamo stati comprati 70. In termini di soldi, è meglio il 2005: italiani compratori per 29 miliardi e venditori per 28. Nel 2006: compratori per 17 e venditori per 23. Insomma, la situazione è in equilibrio, nonostante quello che sembra. Proprio l’altro giorno, mentre si veniva a sapere dell’affare Telecom, la nostra Enel comunicava di aver vinto la battaglia per il controllo di Endesa, la società elettrica spagnola. Abbiamo addirittura battuto i tedeschi di Eon, a cui Enel cederà alcune società che avrebbe dovuto dar via comunque per volere dell’Antitrust (se no sarebbe stata troppo forte, sarebbe stata cioè quasi monopolista). Non ci dimentichiamo poi l’operazione di Unicredit in Germania: Alessandro Profumo, incorporando la Hypovereinsbank, è andato con successo alla conquista dell’Est europeo, conquista che ancora continua. Nessuno ne parla, ma all’ombra di quella prima operazione (una fusione, tecnicamente: la più grande di tutti i tempi nella storia d’Europa), Unicredit ha fatto un altro centinaio di acquisizioni ed è diventata la nona banca europea. Anche la fusione, tutta italiana, tra San Paolo e Intesa va vista in realtà in un quadro europeo: mettendosi insieme s’è formato un gruppo molto forte che è certamente predatore e non preda. Vede, Abn Amro, la banca olandese, che era riuscito a prendersi la nostra Antonveneta al tempo dei furbetti, adesso è sotto attacco degli inglesi della Barclay’s. Un affare che potrebbe concludersi con un’incursione in Capitalia, che è ancora troppo piccola. il bello della globalizzazione.

• Allora, che cosa sono tutte queste grida d’allarme?
E’ perché si tratta di Telecom, che i partiti continuano a considerare come una cosa loro, benché sia stata venduta più di dieci anni fa (c’era Prodi pure quella volta). Poi c’è il fatto che Telecom è in effetti molto grossa: 84 mila dipendenti, il 40 per cento del mercato dei cellulari, il 78% di quello della telefonia fissa. E infine c’è la questione della rete: le telefonate corrono su un sistema di cavi e ripetitori di cui Telecom ha il monopolio e che è una specie di azienda nell’azienda. Tronchetti deve metterlo, per legge, a disposizione dei concorrenti, e sia pure ricavandone delle royalties non da poco. La rete telefonica, secondo i politici, è strategica. Ma allora perché non se la sono tenuta? Oppure: perché non si son dati da fare per riprendersela, però con i soldi in mano, soldi veri, voglio dire. Ma poi è strategica sul serio la rete Telecom? Mah. Ci siamo fatti soffiare dai francesi la distribuzione commerciale, quella che porta i prodotti nei supermercati, senza dire una parola. Forse è più strategico chi distribuisce il cibo di chi distribuisce sms.

• Quindi quei ministri del governo che vogliono fare le barricate hanno torto?
Come si fa a dar loro ragione? Tronchetti ha il diritto di spuntare il prezzo migliore possibile. E le banche messe in campo da Prodi non avevano neanche formalizzato i due euro e sette promessi. Americani e messicani ne hanno messi sul tavolo due e nove!

• Ho sentito che l’operazione danneggerebbe i piccoli azionisti.
Per ora i piccoli azionisti hanno recuperato un po’ del valore perduto. Il titolo è in forte risalita da due giorni.

• Beppe Grillo dice che l’operazione va a vantaggio del solo Tronchetti. Gli americani e i messicani daranno i soldi a lui e tutti gli altri azionisti Telecom non ricaveranno dall’operazione alcun vantaggio.
Non mi pare che il 2,7 delle banche avrebbe fatto guadagnare i piccoli. Inoltre la quota in vendita è del 18 per cento. Sufficiente per controllare la società e molto lontana dal limite del 30 per cento che impone, a chi lo raggiunge, di fare un’offerta congrua a tutti gli altri azionisti, fino all’obbligo di portarsi a casa – se tutti rispondono di sì – il cento per cento. la cosiddetta Opa, cioè l’Offerta di pubblico acquisto. Guardi è anche possibile che At&t e America Movil alla fine la lancino: in due capitalizzano 250 miliardi di euro! [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 4/4/2007]