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 2007  aprile 07 Sabato calendario

L’Ipcc... • Cominciamo malissimo.Mi lasci il tempo di finire. Esiste un istituto, che ha un nome in inglese

L’Ipcc...

• Cominciamo malissimo.
Mi lasci il tempo di finire. Esiste un istituto, che ha un nome in inglese. Glielo dico pian Intergovernmental Panel on Climate Change (non sbuffi) significa Gruppo Intergovernativo per i cambiamenti climatici (non sprechi domande adesso, ha solo altri quattro colpi a disposizione), questo gruppo studia il clima. Sono 2500 persone, tra scienziati e rappresentanti politici, e devono stilare il loro quarto rapporto. Siccome è faticosissimo mettere tutti d’accordo, hanno deciso di divulgarlo in quattro tempi. Ieri a Bruxelles è uscita fuori la seconda parte...

• Mi immagino che sarà tutta una catastrofe, ma non ho capito il mettersi d’accordo. Non si tratta di scienza? Non dovrebbe esserci servito qualcosa che somiglia alla verità?
Eh caro lei, il rapporto pesa le parole con il bilancino. Che rischio corre l’umanità? Tot, tot + oppure tot++? A seconda del tot o dei +, corrono soldi, si prendono decisioni politiche, si varano leggi, si mettono in piedi commissioni, si stanziano fondi, questi guadagnano, quelli perdono, eccetera eccetera. Perciò 2500 persone (pensi un po’ a che cosa deve essere una riunione di 2500 persone), voti del documento paragrafo per paragrafo e risultati diffusi in quattro tempi. In modo che si possano ribadire gli stessi concetti quattro volte invece che una sola.

• Questi concetti sarebbero che la fine del mondo è vicina.
La Terra è sempre più calda, i deserti avanzano, le coste si ritirano, i ghiacciai arretrano, il mare si solleva, i Poli si sciolgono, i fiumi si seccano, le specie scompaionio, l’aria s’avvelena di anidride. L’entità di questi fenomeni dipende dai gradi di temperatura: se la temperatura media salirà di un grado, si tratterà di fenomeni sopportabili. A due gradi sarà grave. A tre gradi ci troveremo in prossimità di qualcosa che somiglia alla fine dell’umanità, se non della vita.

• Beh, perché lo dice e sembra che le venga da ridere?
Mi viene da ridere per due ragioni. Prima ragione: alcuni fenomeni sono indiscutibili, c’è effettivamente un arretramento dei ghiacciai e uno scioglimento dei Poli, c’è effettivamente un addensamento di anidride carbonica nell’atmosfera. La previsione sull’aumento della temperatura e sul nostro destino nel 2080 è invece frutto dei risultati che si ricavano dai modelli matematici. Ora, i modelli matematici si costruiscono mettendo nel modello tutte le variabili note, ma naturalmente, nel caso del clima, queste variabili sono talmente numerose e talmente diverse una dall’altra che la pretesa di rappresentare l’andamento delle temperature per il prossimo secolo è davvero dubbia. Ha idea di quante polveri vorticano nell’atmosfera determinandone le caratteristiche? E come mai i modelli non tengono minimamente conto dei raggi cosmici? Per esempio, i modelli matematici dicono che, data la quantità di anidride carbonica contenuta nell’atmosfera, la temperatura dovrebbe essere già adesso il triplo di quella che è. Quando gli si domanda: come mai allora non è il triplo?, la risposta è: ci sono troppi fenomeni ancora sconosciuti! Le critiche agli scienziati dell’Ipcc vengono da Richard Lindzen del Mit, mica da me.

• E la seconda ragione?
La seconda ragione riguarda la responsabilità dell’uomo. Si dice adesso che «al 90 per cento» la responsabilità del riscaldamento globale è colpa dell’uomo. Io sono uno qualunque, ma non mi convince. La Groenlandia si chiama così perché mille anni fa lassù il clima era mite e la terra si coltivava. Cioè faceva più caldo e di anidride carbonica nell’atmosfera l’uomo ne buttava ben poca. Tra il 1000 e il 1300, l’Europa fu disboscata selvaggiamente, cosa che avrebbe dovuto provocare un surriscaldamento. Invece i secoli 1300-1600 sono conosciuti come piccola età glaciale. Dalla quale stiamo uscendo quindi da quattrocento anni. Dico questo solo perché diffido dei profeti. Ed è logico che non si deve inquinare. Però: a Londra hanno diminuito le emissioni del 20 per cento facendo pagare una tassa a chi vuole entrare in centro con la macchina. Veltroni o la Moratti ne sarebbero capaci? Perché, se non ne sono capaci, teniamoci pure l’inquinamento che abbiamo e facciamoci due risate. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 7/4/2007]