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 2007  aprile 22 Domenica calendario

Oggi i francesi cominciano a scegliere il loro presidente della Repubblica. I concorrenti sono una dozzina, ma quelli che possono vincere sono tre o forse quattro: uno di destra, uno di centro (ma più a destra che a sinistra) e una donna, socialista

Oggi i francesi cominciano a scegliere il loro presidente della Repubblica. I concorrenti sono una dozzina, ma quelli che possono vincere sono tre o forse quattro: uno di destra, uno di centro (ma più a destra che a sinistra) e una donna, socialista. Poi c’è un candidato fascistissimo e razzista, che nessuno mette mai tra i favoriti e che invece prende sempre più voti di quello che ci si aspetta.

• Sarebbe?
Jean-Marie Le Pen, 79 anni. Si presenta per la quinta volta e non è mai stato eletto. L’altra volta, nel 2002, nessuno lo aveva preso in considerazione. Invece arrivò secondo, fece sparire dalla scena politica i socialisti e se la vide col candidato gollista, che era Chirac. Perse, ma mostrò che in Francia c’è un’opinione di estrema destra molto forte. Le previsioni dicono adesso che ha tra il 14 e il 16 per cento dei voti. Ma sono pronostici che lasciano molti dubbi, perché sono stati fatti telefonando a chi ha il numero fisso. E questo esclude gli strati più poveri, che il telefono fisso non ce l’hanno e adoperano il cellulare. I bookmaker lo dànno vincitore finale 33 a 1. Ma vincitore finale è una cosa, sfidante del futuro presidente è un’altra.

• Perché?
Perché il presidente francese, eletto dal popolo, deve prendere al primo turno almeno il 50 per cento dei voti più uno. Se nessuno dei candidati ce la fa, vanno al secondo turni i due più votati. Cosa che accadrà certamente oggi. Il voto finale è previsto tra due domeniche.

• E la signora? Adesso c’è la mania di far diventare presidenti le donne, vedi anche in America.
No, andiamo per ordine, prima c’è questo Bayrou, che fino a pochi mesi fa nessuno, fuori dalla Francia, aveva mai sentito nominare e che adesso invece va forte: starebbe intorno al 16-17 per cento per i sondaggi e 7 a 1 come vincitore finale per i bookmaker. un uomo di centro, più simile a Casini che a Rutelli, anche se lui dice di aver scelto Rutelli come modello. Vuole fare incontrare destra e sinistra, e stava al 3 per cento dei consensi. Ma ha mollato una sberla a un ragazzino del Maghreb che aveva tentato di mettergli le mani in tasca, il gesto è passato in tv e da quel momento ha cominciato a salire nei sondaggi, fino ad arrivare quasi al 20. Su di lui c’è un pronostico stran stasera non sarà primo né secondo, ma se contro ogni previsione dovesse invece arrivare al ballottaggio, allora sarà presidente.

• Quindi, uno dei due posti per il ballottaggio sarà preso dalla signora...
Ségolène Royal, socialista, 54 anni, quattro figli, compagna del segretario del partito socialista francese, che si chiama François Hollande. Buffo che corra lei invece di lui, no? Ma ha vinto le primarie e perciò tocca a lei. I bookmaker la dànno 4 a 11. L’hanno soprannominata Zapatera, femminile di Zapatero, l’idolo spagnolo delle sinistre di tutto il mondo. molto brava a far la simpatica con i giornali, un po’ come il nostro Veltroni: ai tempi di Mitterrand, quando era ministra dell’Ambiente, ottenne la copertina di Paris-Match facendosi fotografare col quarto figlio in braccio. Mitterrand, che l’aveva lanciata, se la prese moltissimo.

• Ma, glielo leggo negli occhi, lei pensa che, se pure arriverà al ballottaggio, la Royal sarà battuta.
Sì, tutti i sondaggi dicono che il prossimo presidente francese sarà probabilmente Nicolas Sarkozy, 52 anni, figlio di un nobile ungherese scappato in Francia al tempo di Stalin. Un duro, di destra. L’altro giorno, nella Camargue, s’è fatto fotografare a cavallo. Quando i francesi figli di immigrati incendiarono la periferia parigina (autunno 2005), Sarkozy li definì racaille, parola che significa feccia. Se li immagina se un nostro ministro definisse, per dire, quelli del Leoncavallo feccia? Adesso fa il ministro di Polizia, cioè il ministro dell’Interno, e dice continuamente di stare dalla parte delle vittime contro i ladri, dalla parte di chi paga il biglietto contro quelli che viaggiano a sbafo, eccetera. uno che può togliere voti a Le Pen, perché pesca nello stesso elettorato. Anzi, una volta ha pronunciato questa battuta: «Quelli che votano Le Pen? solo gente a cui hanno rubato la macchina due volte». [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 21/4/2007]