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 2007  aprile 25 Mercoledì calendario

C’è questa storia di Fulco Pratesi, il famoso ambientalista, che si lava poco, ha ribadito ai giornali di fare il bagno una sola volta alla settimana, si cambia le mutande ogni tre giorni

C’è questa storia di Fulco Pratesi, il famoso ambientalista, che si lava poco, ha ribadito ai giornali di fare il bagno una sola volta alla settimana, si cambia le mutande ogni tre giorni...

• Ma sono cose da dirsi ai giornali?
Gli hanno chiesto del problema dell’acqua. Pratesi ha risposto che ne consumiamo troppa, 800 litri al giorno, più di tutti gli europei. Lui, da difensore dell’ambiente, ha uno sciacquone a due velocità: se fa la pipì spinge un bottone che dà meno acqua, nell’altro caso scarica con maggiore generosità. Per risparmiare si lava poco, si cambia poco, pensi un po’ adopera camicie preferibilmente non bianche in modo da nascondere meglio macchie e aloni, porta la stessa canottiera tutta la settimana, i calzini li cambia ogni tre giorni...

• Basta, abbia pazienza, mi viene da dar di stomaco.
Già l’igiene è uno dei tabù del nostro tempo, si può confessare qualunque peccato tranne quello di non lavarsi. E Pratesi si lava poco per scelta. Perché, vede, un problema relativo all’acqua esiste davvero ed esiste proprio ora: il Po è troppo basso, nel Ticino affiorano le rovine romane, stessa cosa per l’Olona o il lago Maggiore o il Tevere. piovuto poco, soprattutto è nevicato poco. In questo momento si stanno allagando i campi per far crescere il riso, operazione che continuerà in molte zone anche la prossima settimana. Ma è possibile che l’acqua non basti e che le pianticelle, a secco, diventino cibo per gli uccelli.

• Quindi?
Quindi quest’estate potremmo restare, per certi periodi, senza luce. Si prevede un’estate assai calda e un picco di consumi – per l’aria condizionata – come sempre a luglio. Le turbine che producono energia elettrica vanno raffreddate con l’acqua, acqua che si pesca nei fiumi. Se i fiumi sono a secco, niente acqua. Se non c’è acqua, niente luce.

• Scusi, mi sta annunciando una catastrofe?
Il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio vorrebbe che fosse dichiarato lo stato di calamità nazionale. Il nostro responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso – il quale sarà probabilmente nominato commissario straordinario alla siccità – dice che parlare di calamità nazionale è un’esagerazione. È un fatto però – lo dicono le cifre ufficiali – che mancano ottomila megawatt e che in giugno o in luglio potrebbero essere staccate per qualche tempo anche le utenze civili, cioè le nostre case. Lei magari non se lo ricorda, ma è già successo più di una volta ed è rimasto memorabile il 28 settembre 2003, che viene considerato il più grande incidente nella storia mondiale dell’elettricità, con 50 milioni di persone rimaste al buio per 6-9 ore. A Roma era in corso la Notte bianca di Veltroni, ci fu gente bloccata negli ascensori o in metropolitana, negli ospedali si esaurirono abbastanza presto i gruppi di continuità, strade al buio, sirene, insomma un’esperienza da non rifare.

• Come si può rimediare?
Adesso è stato approntato un piano di risparmi: ai produttori è stato chiesto di rinunciare a 150 milioni di metri cubi d’acqua, i contadini dovrebbero diminuire i loro consumi dell’8 per cento. È stata anche innalzata la potenza interrompibile, portata a mille megawatt. Significa che, se servirà, ci toglieranno la luce prima del solito. Infine un po’ di elettricità – 2000 megawatt – sarà comprata all’estero. La questione naturalmente è che si è investito poco sull’acqua e poco sull’energia. Per esempio sarebbe bastato, a suo tempo, convertire a carbone la centrale di Porto Tolle e probabilmente adesso non saremmo in pericolo. Quanto all’acqua, il sistema è molto polverizzato, ce la forniscono 13 mila enti diversi (40 mila se si considera l’intero ciclo), ma il 42 per cento dell’acqua che scorre negli acquedotti va persa perché i tubi sono vecchi. Ci pensi, il 42 per cento significa quasi la metà dell’acqua disponibile. Nel Lazio meridionale si arriva a uno spreco del 73 per cento. C’è poi il capitolo dighe, che non vengono costruite. Per esempio in Calabria ne sono state progettate 36, ma ne funzionano solo dieci. Insomma, con un po’ di investimenti forse anche Pratesi potrebbe tornare a farsi la doccia tutti i giorni. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 24/4/2007]