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 2007  aprile 30 Lunedì calendario

Una cordata formata dalle banche, da Benetton e dagli spagnoli di Telefonica ha comprato il pezzo di Telecom che era in vendita, cioè il 18 per cento contenuto in Olimpia

Una cordata formata dalle banche, da Benetton e dagli spagnoli di Telefonica ha comprato il pezzo di Telecom che era in vendita, cioè il 18 per cento contenuto in Olimpia. Il venditore, come si sa, è la Pirelli, vale a dire Marco Tronchetti Provera. L’operazione avverrà così: prima di tutto sarà costituita una nuova società, per la quale è stato trovato il nome di Telco. In questa Telco verrà sistemato il 18 per cento adesso in Olimpia (destinata, come società, a sparire) e quegli spezzoni di Telecom che erano nelle casseforti di Generali e di Mediobanca, una quota cioè del 5,6%. 18 più 5,6 fa 23,6. Le quote della Telco saranno poi così ripartite: il 42,3% agli spagnoli di Telefonica, il resto agli italiani. Gli italiani sono, per ordine di importanza: Generali col 28,1%, Mediobanca e Intesa San Paolo col 10,7 ciascuno, Benetton con l’8,2.

• Scusi, lei m’ha spiegato l’altra volta la faccenda delle scatole cinesi. Non è una scatola cinese pure questa Telco?
Sì, è una scatola cinese, cioè un contenitore puro e semplice di azioni. Va infatti detto subito quest quando ci fu l’offerta di americani e messicani (a proposito, sono usciti definitivamente di scena anche i messicani) sentimmo un sacco di lamenti, anche da Beppe Grillo, sui poveri piccoli azionisti che da quella vendita non avrebbero tratto alcun vantaggio. Sentimmo anche uomini politici lamentarsi di questa grave ingiustizia. Beh, la cordata delle banche e degli spagnoli è, da questo punto di vista, assolutamente identica a quell’altra. Per i piccoli, non c’è niente da guadagnare.

• Dunque, male?
L’aspetto sicuramente positivo è quest essendo entrato un partner come Telefonica, la Telecom dovrebbe irrobustirsi. Siamo autorizzati a sperare che saranno fatti gli investimenti che devono essere fatti. Telefonica è interessata a Tim Brasil e si deve sperare, anche in questo caso, che gli spagnoli non manovreranno per fare affari in Sudamerica da soli, senza cioè far guadagnare anche i soci italiani. Tim Brasil, in questo momento, è di Telecom.

• Ma allora i nuovi padroni sono gli spagnoli?
No, perché il loro ingresso è stato consentito da un patto (un “patto parasociale”, come si dice) in base al quale su 19 consiglieri d’amministrazione gli spagnoli non potranno indicarne che due. Anche presidente, vicepresidente e amministratore delegato (ieri Repubblica era certa che sarà richiamato Guido Rossi) saranno indicati dagli italiani. E in più gli spagnoli si sono caricati quasi per intero il sovrapprezzo rispetto ai corsi di Borsa. Pirelli incasserà infatti i 2,82 euro per azione che Tronchetti aveva già spuntato da americani e messicani.

• Quindi, tutto bene?
Beh, ieri in parecchi si interrogavano su questa strana remissività degli spagnoli. Il patto parasociale dura tre anni. Nel frattempo saranno fatti entrare due nuovi soci, quasi certamente Colaninno e Berlusconi (non si sa ancora se con Fininvest o con Mediaset). Per favorire questi ingressi si faranno degli aumenti di capitale, probabilmente riservati ai nuovi entrati. Poi bisognerà esaminare il dossier de La7, che perde: come si comporteranno i politici – che hanno manovrato per arrivare a questa soluzione – quando si dovrà decidere a chi vendere la 7? Intanto Telefonica, che ha una strategia planetaria, vorrà realizzare delle acquisizioni o delle fusioni. Vi saranno altri aumenti di capitali? Perché ogni aumento di capitale può comportare una modifica nel rapporto tra i soci. Telefonica è grande il triplo di Telecom, ha 207 mila dipendenti, è già forte in America Latina, in Europa ha una presenza importante in Spagna, Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Tre anni passano presto. Non è poi detto, in un mercato così ricco di soldi e così in movimento, che si debbano aspettare tre anni per far capire chi è il padrone. Teniamo anche presente che gli spagnoli sono gli unici, in quella compagnia, a intendersi di telefoni.

• E Tronchetti?
Esce bene da questa operazione. Ha incassato, per la vendita di Olimpia, quello che aveva deciso. Ha trasferito ai nuovi soci un debito di 2,7 miliardi. Gli restano in cassa 3,3 miliardi, con i quali, azzerato il debito, o si distribuirà un dividendo straordinario ai soci (l’ipotesi esiste, anche se viene appena sussurrata) oppure si faranno investimenti. Oh, sia chiaro, il saldo dell’affare Telecom, considerato nel suo complesso, è per Tronchetti negativ in cinque anni ci ha rimesso cinque miliardi, ha litigato con Prodi e col centro-sinistra. Senza Telecom, oltre tutto, è anche meno potente di prima.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 29/4/2007]