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 2007  maggio 08 Martedì calendario

I presunti pedofili di Rignano – quattro donne e due uomini – stanno in carcere da quindici giorni senza che l’opinione pubblica sia riuscita a capire se l’inchiesta poggia su basi serie

I presunti pedofili di Rignano – quattro donne e due uomini – stanno in carcere da quindici giorni senza che l’opinione pubblica sia riuscita a capire se l’inchiesta poggia su basi serie. Domani si riunisce il tribunale del riesame che deciderà, su istanza dei difensori, se i sei devono restare in galera oppure no. La carcerazione preventiva – ricordiamo – si giustifica solo in tre casi: se gli imputati possono scappare, se possono inquinare le prove, se possono ripetere il reato.

• Li libereranno o no?
Il reato non possono ripeterlo perché sono sospesi dall’insegnamento. La fuga mi pare difficile: sanno di essere sotto inchiesta da più di un anno e non si sono mai mossi. Anche inquinare le prove a questo punto mi pare ardu i carabinieri gli hanno sequestrato tutto, compresi i pupazzi di pelouche (considerati prove d’accusa capitali) e i computer dentro cui si spera di trovar qualcosa. Non capisco bene come a questo punto potrebbero alterare il quadro.

• Ma se il magistrato pensa che sono colpevoli...
No, questo non c’entra. La Franzoni ha due condanne sulle spalle e gira libera, perché per andare in carcere in quanto colpevoli bisogna essere condannati in via definitva. Dunque, il tribunale del riesame, qualunque cosa decida, non fa avanzare né la teoria dell’innocenza né quella della colpevolezza. Certo, le polemiche sono state talmente tante e i giornali procedono con modi così spicci che una parte dell’opinione pubblica interpreterebbe la scarcerazione come un primo gesto assolutorio. Del resto, la stampa per i primi due giorni ha considerato i sei colpevoli, senza farsi troppe domande.

• Lei è innocentista.
Fino a questo momento l’accusa mostra di avere in mano le seguenti carte: i racconti dei bambini sono troppo circostanziati e simili uno all’altro per essere falsi; certi ambienti descritti (una cucina, un’automobile) corrispondono effettivamente a cucine e automobili che appartengono agli imputati; i bambini presentano sintomi gravi, il tipo di sintomi tipici dei piccoli disturbati sessualmente; questo stato nervoso ha sempre coinciso con i periodi di attività scolastica ed è poi scomparso durante le vacanze.

• E la difesa?
La difesa sottolinea il fatto che non sono stati trovati né video né foto relativi alla presunta attività pedofila. Patologie da trauma sessuale mancano del tutto su cinque bambini e il sesto presenta una cicatrice che potrebbe anche essere congenita. Nessuno ha mai notato i trasferimenti dei bambini cosiddetti abusati da scuola a casa. La struttura della Olga Rovere – con pareti trasparenti – rende particolarmente complessa una pratica sessuale vergognosa e ripetuta all’insaputa di tutti gli altri. La quantità di pedofile donne è statisticamente molto esigua. Qui sarebbe in azione addirittura una banda di pedofile donne, cosa che in letteratura viene giudicata rarissima. Prima di questi bambini, le maestre dell’asilo hanno educato quasi tutti gli attuali venti-quarantenni di Rignano e nessuno di loro ricorda di aver mai subito molestie. I genitori che accusano abitano fuori dal paese, «nel verde». I paesani hanno sfilato la settimana scorsa in difesa degli accusati. Sono agli atti due video in cui si vedono i genitori interrogare i bambini sul comportamento delle maestre. Molte volte i piccoli interrogati rispondono che nessuno ha mai fatto loro alcunché e allora si vedono i genitori che s’arrabbiano e li rimproverano con l’epiteto «Bugiardo!». Si sa che i bambini di tre anni vogliono solo compiacere gli adulti. Chi difende i presunti pedofili sostiene che a un certo punto i bambini, tartassati da queste mamme e da questi papà troppo ansiosi, hanno capito che risposte si volevano da loro e le hanno date. La stessa psicologa che ha certificato i disturbi dei piccoli – quelli di cui si fanno forti i giudici – ha messo nero su bianco che molti dei padri e delle madri che accusano sono a loro volta disturbati e hanno con la realtà e con il sesso un rapporto difficile. Alcuni di quelli che hanno visto i video degli interrogatori del bambini non esitano ad accusare i genitori di esser loro i veri molestatori dei bambini.

• Dunque i giudici di Rignano hanno sbagliato e continuano a sbagliare.
Questo, caro lei, non posso dirlo. Qualche mese fa un collega che aveva attaccato un giudice è stato condannato, e la motivazione della sentenza affermava che i magistrati non si possono criticare. Su questo, nessuno ha trovato niente da ridire. Quindi io le rispondo con queste cinque parole: i magistrati hanno sempre ragione. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 7/5/2007]