La Gazzetta dello Sport, 12 maggio 2007
Oggi è il 12 maggio, data fatidica: il 12 maggio 1974 gli italiani votavano no al referendum che voleva abolire il divorzio (era il primo della loro storia) e il 12 maggio 2007 – cioè oggi – parecchie decine di migliaia – e forse parecchie centinaia di migliaia – si riuniranno in piazza San Giovanni a Roma per difendere la famiglia ed esaltarne il ruolo
Oggi è il 12 maggio, data fatidica: il 12 maggio 1974 gli italiani votavano no al referendum che voleva abolire il divorzio (era il primo della loro storia) e il 12 maggio 2007 – cioè oggi – parecchie decine di migliaia – e forse parecchie centinaia di migliaia – si riuniranno in piazza San Giovanni a Roma per difendere la famiglia ed esaltarne il ruolo.
• Cioè ricordano il divorzio con una manifestazione che sarà chiaramente antidivorzista... Mi gira la testa.
No, la coincidenza delle due date è significativa, ma casuale. Un bel po’ di organizzazioni cattoliche – fortemente spinte dalla Chiesa – hanno organizzato questa giornata, detta “Family Day”, un paio di mesi fa, quando Rosy Bindi e Barbara Pollastrini (Margherita e Ds) fecero approvare dal governo il famoso disegno di legge sui Dico...
• Mi rinfreschi la memoria.
“Dico”, cioè “Diritti e doveri delle coppie conviventi”. La Chiesa manifestò subito la massima contrarietà e pochi giorni dopo il governo cadde, ufficialmente sulla politica estera. Superata la crisi e tolti i Dico dal programma, Prodi dovette però vedersela con l’indignazione non placata del Vaticano. I laici della maggioranza, con tanto di ministri, fecero infatti una manifestazione di protesta in piazza Farnese a Roma, in cui il Papa venne attaccato in modo anche sguaiato. Fu allora che i cattolici – Dico o non Dico – decisero di rispondere per manifestare «in difesa della famiglia». E promossero questo Family Day...
• Sembrano cose del secolo scorso.
E già. Intanto il Papa in Brasile sta dicendo a un milione di persone riunite nella spianata del Campo di Marte a San Paolo che la verginità è sacra, che il matrimonio è indissolubile, che «il mondo ha bisogno di anime chiare che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere». E domani a Roma vi saranno non una, ma due manifestazioni.
• Cioè?
Pannella ha convocato i laici a piazza Sant’Apostoli, per ribadire che lo Stato non può sottostare ai diktat del Papa. La manifestazione si intitola infatti al «Coraggio laico». Il guaio è che ci saranno ministri da tutt’e due le parti: Mastella e Fioroni andranno a San Giovanni dove troveranno schierato tutto il centro-destra. Mussi, il ministro dell’Università che ha appena abbandonato Fassino e i Ds, andrà a Santi Apostoli. Tutti dicono che non sono manifestazioni contro il governo. Beh, non lo sono in questo sens che il governo ha fatto cadere la legge sui Dico, non sa che pesci prendere e di tutta questa faccenda vorrebbe sentir parlare il meno possibile. Dunque non c’è da dargli contro perché non sta facendo niente.
• Ma una legge sui Dico, cioè su quelli che stanno insieme senza sposarsi, era proprio necessaria?
Beh, la famiglia è molto cambiata negli ultimi anni e la volontà del governo Prodi di regolare forme di convivenza diverse dal matrimonio tradizionale è comprensibile. Il punto che ha scatenato le polemiche al calor bianco, come lei ricorderà, è quello che riguarda gli omosessuali, dato che il disegno di legge Bindi-Pollastrini regolamentava le coppie gay e la Chiesa rispose con veemenza che si trattava di norme «contrarie alla legge di natura». Tuttavia la questione andrebbe considerata in modo più ampi la famiglia-famiglia, cioè quella di quattro persone, padre, madre e due figli, lui che lavora, lei che sta a casa, è stata certificata come famiglia media per l’ultima volta nel censimento del 1951. Da allora le donne fanno un solo figlio, sono arrivati divorzio e aborto, la società si è secolarizzata e il numero di famiglie costituite da una sola persona oppure di famiglie che hanno in casa un figlio con più di 34 anni oppure di famiglie formate da coppie di vecchi soli o da single vecchi o da italiani che sono al secondo matrimonio o da italiani che, in questo ventaglio di possibilità, preferiscono stare insieme e magari far figli ma senza un vincolo forte dato che sono circondati da esempi che mostrano – perdoni il bisticcio – la debolezza dei vincoli cosiddetti forti, ebbene questo ventaglio di situazioni rende troppe volte le leggi in vigore sulla famiglia superate dai fatti, inadeguate e alla fine ingiuste. E ci metta pure le coppie gay, dato che esistono. Di fronte a questo, come può il legislatore non lavorare a un ragionevole compromesso con quella parte della società che ha – com’è suo diritto – valori di un certo tipo? Qualcuno pensa che un qualche compromesso deve essere raggiunto. E qualcun altro, come gli italiani che manifestano oggi a piazza San Giovanni, pensa invece di no. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 12/5/2007]