La Gazzetta dello Sport, 17 maggio 2007
Oggi siamo colpiti da quattro notizie di cronaca: il sequestro, l’altro giorno, di un pullman da parte di tre albanesi pieni di cocaina che si proponevano di rapinare i passeggeri (il terzo albanese, di 21 anni, è stato catturato ieri a Milano); la signora Pietra Calanna di 52 anni che, a Giuliano, ha tentato di impedire a un ladro di portarsi via la macchina della figlia e quello l’ha travolta; il ragazzo D
Oggi siamo colpiti da quattro notizie di cronaca: il sequestro, l’altro giorno, di un pullman da parte di tre albanesi pieni di cocaina che si proponevano di rapinare i passeggeri (il terzo albanese, di 21 anni, è stato catturato ieri a Milano); la signora Pietra Calanna di 52 anni che, a Giuliano, ha tentato di impedire a un ladro di portarsi via la macchina della figlia e quello l’ha travolta; il ragazzo D.L., di appena 16 anni, che ieri mattina all’Istituto Tecnico Sperimentale Carlo Emilio Gadda, s’è acceso uno spinello durante l’intervallo e poco dopo s’è sentito male ed è morto prima ancora di arrivare in ospedale; il conducente di tir Rossano Suriani, 42 anni, di Chiasso, che a Genova, sul raccordo tra la A12 e la A7, s’è messo a far le corse con un altro tir, portato dal rumeno V.P., e s’è trovato a un tratto davanti una fila di macchine ferme, non è riuscito a frenare ed è andato addosso all’auto dell turista inglese David Welsh di 63 anni, uccidendolo all’istante.
• La corsa dei due tir è un fatto criminale?
Di imbecillità criminale. Ma il presupposto di questa imbecillità è la certezza di farla franca. Stesso discorso per il povero D.L. di 16 anni. S’è acceso uno spinello a scuola. Ancora prima di indagare sulla sua morte, chiediamoci come mai fosse così sicuro che è possibile accendersi uno spinello a scuola. Cioè, nel nostro paese, ragazzi minorenni fumano gli spinelli a scuola e uomini fatti si divertono a far le corse sui tornanti dell’autostrada. Ce ne occupiano perché ci sono due morti di mezzo. Forse ce ne dovremmo occupare anche senza i morti.
• In che senso?
Io dico che la certezza dell’impunità è uno dei problemi principali, è uno dei fattori chiave della paura diffusa nelle città. L’incubo della gente qualunque non è Bernardo Provenzano, ma lo scippatore che ti aspetta davanti al supermercato o il rapinatore che ti entra in casa. Tutti e due hanno a che fare – in un modo o nell’altro – con la droga. Tutti e due sono troppo spesso immigrati. Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, è andato in Parlamento la settimana scorsa a riferire i risultati di un’indagine conoscitiva sulla sicurezza in Italia. I dati salienti sono questi: il 95 per cento dei furti resta impunito, il 96 per cento degli scippi resta impunito, il 60 per cento delle rapine in casa resta impunito. Tralascio la questione, che in quel rapporto non viene affrontata, relativa al fatto che nei rarissimi casi in cui scippatori e ladri vengono arrestati, rimangono poi in cella per poco tempo, che è un problema anche questo perché rafforzano nei cittadini la sensazione dell’impunità. Poi c’è la questione immigrati: due milioni e mezzo di persone, il quattro per cento del totale, ma i colpevoli di reati «predatori» sono immigrati 36,5 volte su cento. Il rapporto di Amato parla perciò di «una sensazione di assedio» che gli italiani provano davanti agli stranieri. Parole analoghe si leggono nell’indagine Demos-Coop di Ilvo Diamanti: il 43 per cento degli italiani considera gli immigrati una minaccia per l’ordine pubblico.
• Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, aveva chiesto più poliziotti.
Purtroppo i sindaci hanno poca voce in capitolo sull’ordine pubblico.
• Com’è possibile?
Se un sindaco si mette a spendere soldi per combattere la criminalità, la Corte dei Conti può contestarlo. Se una Regione si mette a far leggi per favorire la sicurezza dei cittadini, la Corte costituzionale può rigettargliela. La sicurezza è infatti affare dello Stato e basta. E varare leggi che in qualche modo assegnino quote di responsabilità agli amministratori locali potrebbe voler dire intaccare i poteri di polizia e carabinieri. Lei si immagina quale reazione susciterebbe un’idea del genere. Eppure, a New York è stato il sindaco Giuliani a decidere che si doveva combattere prima di tutto la microcriminalità, che si doveva applicare la tolleranza zero ai vetri rotti da una sassata, al piccolo sopruso di quartiere, persino ai divieti di sosta.
• So però che i nostri sindaci qualcosa stanno facendo.
Possono fare molto poco anche per le grida che si sollevano da sinistra ogni volta che si tenta un qualunque intervento repressivo. Cofferati, per aver sgombrato alcuni insediamenti abusivi di immigrati, è stato crocifisso. E quanta indignazione ha suscitato il muro costruito a Padova intorno a via Anelli? Eppure... Ieri Mercedes Bresso, la presidente della Regione Piemonte, parlando a proposito dei tre albanesi che hanno sequestrato il pullman, ha detto che bisogna dare più poteri di polizia agli enti locali. E ha ricordato che a Zurigo la somministrazione controllata di eroina ha determinato un crollo della piccola criminalità. Giusto? Sbagliato? Non lo s ma che qualcuno risponda, che qualche decisione si prenda. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 16/5/2007]