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 2007  maggio 23 Mercoledì calendario

Sorvolare la Campania in questi giorni è impressionante: i bei campi tanto amati dagli antichi sono punteggiati da fuochi che emettono dense volute di fumo nero

Sorvolare la Campania in questi giorni è impressionante: i bei campi tanto amati dagli antichi sono punteggiati da fuochi che emettono dense volute di fumo nero. Se si scende a guardare più da vicino si vede la terra intorno a questi fuochi pullulare, fermentare, marcire... Sfrecciano i topi, ronzano brune nuvole di mosche. Sono roghi di plastiche e rifiuti, il fumo nero è diossina. La diossina – dicono gli esperti – non solo inquina l’aria, ma può, facendosi trasportare dall’acqua, avvelenare il terreno e le piante: potremmo anche trovarcela nella frutta e nella verdura che proviene dal napoletano. Il sindaco di Frattamaggiore ha chiuso le scuole (10 mila alunni). Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiamato in causa da un accorato articolo del Sole 24 Ore, ha scritto una lettera al direttore del giornale in cui ammette che per affrontare l’emergenza rifiuti non sono stati compiuti sforzi in misura sufficiente. E intima: «Lo Stato faccia sentire la sua autorità».

• Cioè, vuole che si mandi l’esercito?
«No, vuole che il governo sia almeno capace di far rispettare le leggi che vara. L’11 maggio è stato emanato un decreto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su proposta del presidente del Consiglio, Romano Prodi, di concerto col ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, approvato dal consiglio dei ministri e vistato dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Vi si stabiliva che sarebbero state realizzate quattro discariche: a Serre Persano, Terzigno, Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte. Come abbiamo anche visto in televisione, il sindaco di Serre e la popolazione di quella cittadina (poco meno di 4000 abitanti) si sono subito opposti: manifestazioni eccetera. Un ministro del governo Prodi, quello dell’Ambiente, il verde Alfonso Pecoraro Scanio, gli ha dato ragione. Il 17 maggio – cioè appena sei giorni dopo aver pubblicato quel testo firmato da quel po’ po’ di nomi – Prodi ha emesso un’ordinanza che sconfessa il decreto. Bertolaso, commissario nominato da pochi mesi all’emergenza rifiuti, si è dimesso. Napolitano ha quindi scritt «Lo Stato faccia sentire la sua autorità».

• Capisco. E la situazione a questo punto qual è?
In base a una decisione di quattordici anni fa in Campania dovrebbero esserci adesso sei inceneritori. Ce n’è invece uno solo, ad Acerra, ma sarà pronto solo dopo l’estate. In questi anni però si sono moltiplicate le commissioni di studio e le consulenze, benevolmente distribuite tra gli amici dei politici, per stabilire come si sarebbe dovuto fare per fare quello che si doveva fare. Questo lungo dibattitto, che non ha prodotto nulla, è costato un miliardo e 825 milioni di euro. Ho letto ieri di 2750 tonnellate di rifiuti a Napoli e di 150 mila nella provincia. Aggiungo che in tutta la regione di tonnellate di rifiuti ce n’è un milione, con cinque milioni di ecoballe di spazzatura che, se messe in fila, formerebbero un serpente di 7500 chilometri, mille chilometri più della Grande Muraglia cinese. E sabato prossimo chiuderà la discarica di Villaricca, stracolma.

• E a quel punto?
A quel punto resterà in funzione la sola discarica di Lo Uttaro (Caserta). La provincia di Napoli produce 4100 tonnellate di rifiuti al giorno. Lo Uttaro ne può smaltire appena 1100.

• Se la spazzatura non si può portare a Serre, perché Prodi s’è rimangiato il decreto, dove la metteranno?
Pecoraro Scanio ha voluto a tutti i costi che al posto di Serre si installasse la discarica a Macchia Soprana, dove c’era già una discarica che venne chiusa nel 2001. Bertolaso ha ritirato le dimissioni e ha accettato, ma ha preteso che della realizzazione di questa discarica si occupasse il direttore generale del ministero dell’Ambiente che aveva insistito per far la discarica qui invece che a Serre. Si tratta del direttore generale Gianfranco Mascazzini, uomo di Pecorar Bertolaso gli ha dato dieci giorni di tempo per rimettere in funzione il sito e ha garantito ai giornalisti che, una volta fatto fronte in questo modo all’emergenza, si potrà lavorare tranquillamente per normalizzare la situazione.

• E se Mascazzini non ce la facesse?
Allora le ruspe entrerebbero di nuovo in azione nella Valle della Masseria, cioè a Serre. Tenga conto di tre cose: nel 2003 il Corpo Forestale ha censito 225 discariche clandestine gestite dalla malavita; per smaltire i rifiuti accumulati finora l’inceneritore di Acerra – qiuando entrerà in funzione – avrà bisogno di almeno 45 anni (e secondo altri di 56); gli abitanti di Terzigno ieri hanno occupato la ferrovia per due ore per far capire a tutti che di mettere una discarica da loro non se ne parla proprio.[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 22/5/2007]