La Gazzetta dello Sport, 8 giugno 2007
Ieri girava su Internet una bella foto di Bush e Putin sorridenti, non si dice abbracciati ma quasi, tutti e due con la cravatta rossa (Putin anche con qualche striscia bianca), e insomma all’apparenza molto amici e vicendevolmente affettuosi nonostante le bordate verbali che s’erano sparate addosso negli ultimi giorni
Ieri girava su Internet una bella foto di Bush e Putin sorridenti, non si dice abbracciati ma quasi, tutti e due con la cravatta rossa (Putin anche con qualche striscia bianca), e insomma all’apparenza molto amici e vicendevolmente affettuosi nonostante le bordate verbali che s’erano sparate addosso negli ultimi giorni. È successo che ad Heilgendamm, dove si chiude oggi il vertice del G8, è stato raggiunto un compromesso sia per quanto riguarda lo scudo spaziale sia per la questione del clima.
• Bush s’è rassegnato a non mettere più i radar e gli intercettori nella Repubblica Ceca e in Polonia?
Putin ha detto a Bush: perché invece di mettere gli intercettori e i radar in Europa, non li metti in Azerbaigian, dove già abbiamo una nostra struttura? Di che si tratta?, ha chiesto Bush. E Putin: di un’installazione radar che abbiamo a Gabala, 250 chilometri da Baku. Funziona dai tempi dell’Urss ed è ottima per avvistare missili in arrivo da paesi terzi. Bush ha rispost «Interessante».
• E l’Europa?
L’Europa, niente: già lo scudo previsto dagli americani in Cechia e Polonia è ottimo per difendere il suolo Usa, ininfluente per quello che riguarda la difesa nostra. Quindi Putin, proponendo Baku, ha seguito perfettamente la linea di pensiero americana: il problema sono i missili iraniani eventualmente diretti verso obiettivi americani. Chi se ne importa degli obiettivi europei? Oh, badi bene: sugli intercettori, in Azerbaigian, non si sa come farebbero.
• E sul clima?
Sul clima è stato raggiunto un accordo generico, che la Merkel – padrona di casa – ha definito entusiasmante, ma che in definitiva non è che un elenco di buone intenzioni. Si prende come Vangelo il rapporto dell’Ipcc che raccomanda una riduzione del 50 per cento nelle emissioni di anidride carbonica entro il 2050 (il 50 per cento è calcolato sulle emissioni del 1990). Bush ammette che il riscaldamento del globo è anche conseguenza dell’attività umana. Gli otto si impegnano a ridurre le emissioni secondo un protocollo da definire entro il 2009 (gli Usa a quell’ora avranno un altro presidente) e sotto il coordinamento dell’Onu. Anche se non è molto, è comunque qualcosa perché fino ad oggi Bush non aveva voluto discutere di inquinamento, dato che questo avrebbe messo in forse ”the american way of life”, cioè lo stile di vita americano, che nella loro concezione “non è negoziabile”. Alla fine Bush ha anche detto: «Potremmo avere una funzione di collegamento tra i paesi che vogliono un accordo subito e quelli come India e Cina che non hanno finora partecipato al dialogo». Che è una presa di posizione interessante, dato che India e Cina si preparano a essere, a breve, dei grandissimi inquinatori.
• Bush sta arrivando a Roma, vero?
Sì, sbarca stasera e l’atterraggio dell’Air Force One ha già imposto una mezz’ora di ritardo a tutti gli aerei turistici in partenza o in arrivo a Roma. Accadrà lo stesso domenica mattina, al momento del ritorno a casa. Sospesi anche i voli commerciali per le due ore che precedono arrivo e partenza. Nessun aereo potrà sorvolare Roma in questo week-end.
• Secondo lei ci saranno incidenti molto gravi?
Le Ferrovie hanno persino scontato le tariffe ai gruppi superiori a dieci che vogliano dirigersi verso Roma in treno. Francamente non so se è stata una decisione saggia. Ad Heilgendamm è stato tentato anche un assalto dal mare, con un gommone: s’è poi visto che era solo un atto dimostrativo di Greenpeace. A Roma si ha paura di qualche attacco dal cielo. Polizia e carabinieri hanno il compito di controllare le aviosuperfici di Roma e del Lazio, ci si figura che possa essere stata organizzata una nuova versione dell’11 settembre con piccoli aerei da turismo o addirittura con dei deltaplani. A proposito, la città è in una specie di stato d’assedi domani le scuole saranno chiuse, e sarà vietato parcheggiare dalle 2 fino alle 14 nelle zone intorno alla Basilica di Santa Maria in Trastevere. Bush vuole fare la sua passeggiata nel quartiere e andare a salutare la Comunità di Sant’Egidio. Il prefetto Serra ha il problema di consentirglielo. Sono all’opera circa diecimila agenti. Non c’è bisogno di dire che la città (specie nei quartieri Prenestino e San Lorenzo) s’è riempita di manifesti anti-Bush. Ieri, per appendere uno striscione a un balcone, una ventina di persone sono entrate nella sede della Banca Nuova, in via Nazionale 230, primo piano. Lo striscione diceva: «Boicotta la guerra, boicotta Zonin, no Bush, no Dal Molin», cioè se la prendeva con la base di Vicenza. Altri striscioni, fatti penzolare dalle finestre, dicevan «No Tav». Tutto mescolato, tutto insieme. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 7/6/2007]