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 2007  giugno 18 Lunedì calendario

Stasera Enrico Mentana manda in onda una ricostruzione della strage di Erba in forma di vero e proprio film, con la regia di uno specialista italoamericano – Giorgio J

Stasera Enrico Mentana manda in onda una ricostruzione della strage di Erba in forma di vero e proprio film, con la regia di uno specialista italoamericano – Giorgio J. Squarcia – e attori non famosi che faranno le parti dei due assassini Rosa e Olindo, delle quattro vittime, del vicino di casa ferito e del vedovo tunisino Azouz Marzouk, quello che ai funerali s’è messo la maglietta dell’agenzia Corona’s (dando al famoso fotografo l’esclusiva del servizio) e poi s’è fatto ingaggiare da Lele Mora, che potrebbe aiutarlo in una agognata carriera nello star-system. Possibile che Azouz sia presente in studio: Mentana farà precedere il film, intitolato I giorni dell’odio, da una sua introduzione, e lo farà seguire da una discussione alla quale sarà certamente presente il maresciallo Antonino Finocchiaro, che raccolse le confessioni dei due assassini il 10 gennaio scorso. Siamo infatti sempre all’interno della trasmissione Matrix, che ha avuto un bel successo e perciò non cesserà con l’estate. Sono previste puntate il venerdì sera e altre prime serate uguali a quella di stasera, con la formula film più dibattito.

• Formula nuova?
Per l’Italia quasi nuova, è stata adoperata in qualche serie gialla. Ma come stasera sarà probabilmente la prima volta. Negli Stati Uniti la ricostruzione televisiva del dramma di cronaca è invece un elemento normale. L’attore che interpreta il personaggio della cronaca si chiama “impersonator”, il caso più clamoroso è forse quello del processo a Michael Jackson. La rete televisiva E! Entertainment faceva vedere ogni sera il dibattimento, come fosse una diretta. Gli impersonator di giudici e avvocati ripetevano parola per parola l’udienza del mattino. Michael Jackson era Edward Moss, un tizio che fino a poco tempo prima aveva cucinato hamburger in un fast-food e che adesso, sapendo far bene l’imitazione della pop-star, era stato ingaggiato dalla rete. E! Entertainment sta pure su Sky, anche se a quell’epoca ce l’avevano in pochi, e perciò quella docu-fiction si vide pure in Italia. Lo share americano aumentò del 70 per cento.

• Mediaset potrebbe far lo stesso al momento del processo? Sarebbe clamoroso.
Il direttore di Canale 5 è il giornalista Massimo Donelli, vecchia volpe del mestiere. Può darsi che ci pensi. Ma in quest’occasione sarà difficile, perché il processo probabilmente si svolgerà a porte chiuse.

• Come mai?
E’ la strategia del difensore Pietro Troiano. Porte chiuse, rito abbreviato, quindi sconto di pena.

• Mi pare che con quattro persone ammazzate ci sia poco da scontare.
Sembrerebbe ovvio che gli assassini – i coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano – prendano quattro ergastoli, uno per ognuna delle loro vittime. E anzi, qualcosa di più perché c’è anche il tentato omicidio di Mario Frigerio, il marito della vicina. E il porto abusivo d’armi, cioè i coltelli con cui hanno massacrato i vicini di casa. E l’incendio della casa, poi, che credo sia contenuto nella “distruzione di cadavere” di cui parla il rinvio a giudizio di lunedì scorso. Per contrastare questi quattro ergastoli e rotti, apparentemente scontati, il difensore Pietro Troiano ha escogitato la seguente strategia: dimostrare che la mente della strage è lei, che Olindo non è che un poveretto colpevole solo di esserle andato dietro. Convincere quindi i giudici ad avere un occhio di riguardo per lui. Quanto a lei, la cattivissima, sostenere che nel momento del macello aveva perso il lume degli occhi, quindi non ragionava, cioè – lei mi capisce – non era più in grado di intendere e di volere... Mettici gli sconti da rito abbreviato, va a finire che lui esce tra una decina d’anni e lei tra una ventina...

• Scusi, ma il delitto è stato chiaramente premeditato, come si potrà sostenere che lei ha perso il lume degli occhi in quel momento?
La difesa fa il suo mestiere e difendere due così pare anche a me un’impresa disperata. Sono andati a bussare alla porta di Raffaella Castagna, la mamma del piccolo Youssef, essendo già armati di mazza e coltelli. Lei ha sollevato due volte il bambino per sgozzarlo meglio. La vicina, Valeria Cherubini, è stata ammazzata perché è capitata sul pianerottolo nel momento sbagliato, li ha riconosciuti e quindi doveva essere soppressa perché non parlasse. Idem con suo marito, Mario Frigerio, a cui è stata tagliata la gola e che s’è salvato per miracolo. Dopo il delitto, davanti ai giornalisti che li intervistavano senza sapere di avere a che fare con gli assassini, si sono sperticati in lodi del bambino, si son fatti vedere volentieri dolci e comprensivi, cioè hanno cinicamente recitato. Anche in cella, non mostrano segni di pentimento. Risultano indifferenti, ottusi, quasi privi di sensibilità. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 17/6/2007]