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 2007  luglio 06 Venerdì calendario

Un signore di 64 anni che si chiama Alessandro Ortis ha spiegato l’altro giorno che le bollette della luce sfilano ogni anno dalle tasche degli italiani almeno 200 euro che non dovrebbero essere sfilati

Un signore di 64 anni che si chiama Alessandro Ortis ha spiegato l’altro giorno che le bollette della luce sfilano ogni anno dalle tasche degli italiani almeno 200 euro che non dovrebbero essere sfilati...

• Chi è questo Ortis, un lettore della Gazzetta?
Non so se sia un lettore della Gazzetta, so che è il presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas... Esistono in Italia le cosiddette Autorità, una via di mezzo fra il tribunale e l’arbitro di una partita di calcio. Le Autorità, che ci costano un sacco di soldi, vigilano su certi soggetti che potrebbero risultare troppo furbi. Per esempio, la Consob, la più antica di queste Autorità (risale al 1974), vigila sulla Borsa, cioè sta attenta che aziende e speculatori non facciano trucchi, non sfruttino informazioni riservate, applichino sempre le leggi approvate dal Parlamento, eccetera. Oppure l’Autorità per la concorrenza (messa in piedi nel 1990), che impedisce, o dovrebbe impedire, la formazione dei monopoli... Monopolio, mannaggia a lei che non sa niente, è quando uno è solo sul mercato e fa quello che gli pare, cioè vende al pubblico al prezzo che dice lui e strangola senza problemi i fornitori che tanto non possono lavorare per nessun altro... Il monopolio è un male, la concorrenza è un bene e l’Autorità in questione cerca di applicare questo principio. Le Autorità italiane sono undici e tra queste c’è anche l’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, istituita nel 1995. l’organismo che ha accompagnato la progressiva liberalizzazione del settore e che vigila su prezzi, tariffe, concorrenza, qualità del servizio, eccetera. Lei non lo sa, ma da domenica scorsa, 1° luglio 2007, il mercato è libero, lei può cioè comprare l’elettricità da chi vuole... non mi chieda l’elenco dei fornitori adesso, se lo vada a cercare sul sito dell’Authority (www.autorita.energia.it).

• Mi gira la testa. Com’era la storia dei 200 euro?
Il presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, cioè il nostro amico Alessandro Ortis, l’altro giorno ha letto la sua relazione annuale e ha raccontato la storia dei 200 euro. Che è questa: si prende la bolletta, si guarda la voce codificata come A4 e si trova un importo che è definito con l’espressione onere di sistema. Questo importo noi lo paghiamo, cioè contribuisce al costo della bolletta.

• Che diavolo è?
Non è un costo di produzione. Non è un costo di distribuzione. Non è una tassa. uno sconto. Cioè noi rimborsiamo all’Enel o a chiunque ci venda l’elettricità lo sconto che il fornitore di elettricità applica per legge ad alcuni grandi consumatori, come le Ferrovie dello Stato, le Acciaierie di Terni, certi stabilimenti che producono alluminio, eccetera. Il bravo Ortis ci ha spiegato di quanto si tratta: 1 euro ogni cento. Solo che di questi 1 euro ogni cento ce n’è un mucchio, perché lo Stato sconta e agevola a tutto spiano, come è ovvio dato che la nostra classe politica obbedisce senza fiatare alle lobbies più diverse. In totale, dice Ortis, gli oneri di sistema pesano sulla bolletta per 200 euro l’anno a famiglia, il 13 per cento del prezzo finale, cinque miliardi di euro in tutto. Su cui si applica anche l’Iva, vale a dire una tassa. In altri termini: non solo noi siamo obbligati a ripagare il fornitore di elettricità degli sconti che lo Stato gli impone, ma su questo rimborso paghiamo pure una tassa, cioè l’Iva.

• Scusi, invece di comprare l’energia da questi che hanno l’onere di sistema andiamo da qualcun altro.
Inutile, perché il prezzo dell’elettricità è liberalizzato e lei può andare dal fornitore che gliela fa pagare di meno. Ma un sacco di voci, tra cui l’onere di sistema, non sono liberalizzate per niente. Le devono far pagare tutti. Quindi non si scappa.

• E all’estero come fanno?
Non so se abbiano l’onere di sistema anche all’estero. So però che la nostra bolletta della luce è tra le più care d’Europa, seconda solo a quella della Danimarca. Calcolando un consumo di 3500 chilowattora l’anno, i danesi hanno pagato nel 2006 25 euro a chilowattora, noi 21,71, i tedeschi 18,24, i francesi 10,86. Ortis aveva provato a riformare la bolletta in modo tale che avremmo risparmiato 600 milioni di euro. Ma il Tar della Lombardia ha annullato la delibera. Troppo lungo sarebbe raccontare il perché di questa sentenza del Tar. Permettiamoci di dire solo quest la filiera delle decisioni in Italia deve avere la forma di un cerchio, perché io posso sempre annullare le decisioni prese da quello che sta seduto prima di me e c’è sempre qualcuno, seduto dopo di me, che può annullare quello che ho deciso io. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 5/7/2007]