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 2007  luglio 09 Lunedì calendario

Gli ultimi dati dell’Istat mostrano che ci sono ormai cinque stranieri per ogni italiano e che anzi il lieve aumento di popolazione registrato l’anno scorso (+379

Gli ultimi dati dell’Istat mostrano che ci sono ormai cinque stranieri per ogni italiano e che anzi il lieve aumento di popolazione registrato l’anno scorso (+379.576 italiani, lo 0,6% in più rispetto al 2005) è dovuto soprattutto alle donne immigrate. La percentuale di figli che ha ogni italiana è di 1,24, le mamme straniere hanno invece una fecondità media di 2,41 figli. Gli stranieri, che erano due milioni cinque anni fa, sono adesso tre milioni e mezzo e tendono a crescere ancora. A questi bisogna aggiungere un mezzo milione circa di irregolari.

• Quando lei mi rovescia addosso questi numeri non capisco mai se sono buone notize o cattive notizie.
Dipende. Che la popolazione italiana sia lievemente cresciuta è una buona notizia. Per i miei gusti personali è indifferente che questo sia dovuto alle mamme straniere. Ma a qualcuno potrebbe dispiacere: calcoli non so quanto giusti collocano la sparizione completa degli italiani intorno al 2150-220. Già intorno al 2030 non dovremmo essere più di 20 milioni (sto citando una vecchia ricerca del Cnr). Tutti gli altri saranno stranieri. Del resto, se gli italiani non fanno figli come potrebbe essere diversamente? Ho sotto gli occhi certe statistiche del 2004: a Milano c’erano quell’anno più Hu che Brambilla, 2622 a 2573. Nel 2005, all’anagrafe milanese, sono stati registrati 52 piccoli Hu contro 50 piccoli Rossi.

• Secondo me sono cattive notizie. Non dovrebbe dispiacerci che gli italiani spariscono?
Mi dica lei cosa si dovrebbe fare. Le cito un nostro grande demografo – cioè studioso della popolazione – che si chiama Massimo Livi Bacci: «La realtà è sotto gli occhi di tutti: l’anziano fragile vigilato o accompagnato da una giovane straniera; l’operaio edile su un’impalcatura; i braccianti nei campi che raccolgono pomodori o fragole o mele; gli inservienti impiegati in alberghi, ristoranti e pizzerie; il personale delle pulizia che esce da uffici e fabbriche prima dell’apertura... Sono, tutti questi, espressione visibile di una domanda di lavoro straniero strutturale. Dove sono i giovani italiani disposti a prenderne il posto? Anche con un salario doppio o triplo? Semplicemente non esistono, non ci sono».

• E perché non ci sono?
Livi Bacci dà due risposte a questa domanda, due risposte molto convincenti. Prima risposta: le mamme degli anni Settanta-Ottanta non hanno fatto i figli che adesso potrebbero farsi carico di quei lavori. Non le sembri una risposta assurda: la prima ragione per cui quei lavori vanno agli stranieri è che gli italiani non ci sono materialmente. Vuoti nella popolazione sono spesso causa di fenomeni improvvisi e che non sappiamo spiegarci. Le faccio un esempio che non è di Livi Bacci: a un certo punto a New York ci fu il crollo dei reati. Gli studiosi si lambiccavano il cervello per scoprirne le ragioni e sembrava che il merito fosse da attribuire tutto alla politica del sindaco Giuliani. Due studiosi – Levitt e Dubner – hanno però avanzato l’anno scorso una spiegazione demografica scandalosa: alla metà degli anni Settanta fu consentito per un certo periodo alle americane di abortire. Approfittarono della legge soprattutto le americane povere deegli slums, le potenziali madri – statisticamente parlando – dei futuri delinquenti. Questi futuri delinquenti, che sarebbero dovuti nascere alla metà degli Novanta, non videro mai la luce. Ergo, crollo della criminalità. una tesi disturbante e odiosa, ma nessuno è ancora riuscito a confutarla. Allo stesso mod i nostri muratori, camerieri, braccianti non ci sono perché non sono mai stati partoriti.

• E la seconda risposta?
Ancora Livi Bacci: «I giovani italiani non ci sono anche perché non sono disponibili, perché hanno studiato (i quattro quinti hanno un diploma) e aspettano altro dalla vita». Cioè è un effetto della scuola di massa. Verrebbe voglia a me di fare una domanda a lei: questa è una buona o una cattiva notizia?

• Io, fortunatamente, non sono pagato per rispondere, ma per domandare. E le domando quest ma allora gli stranieri non sono un fenomeno passeggero? Degli stranieri – qualunque cosa dica la Lega – in realtà non si potrà mai più fare a meno?
Proprio così, a meno che non ci rimettiamo a far figli a tutto spiano. E anche in questo caso, gli effetti si vedrebbero tra qualche decennio. In caso contrario sarà bene cominciare a chiedersi, per esempi quando arriverà il momento di mandarli a votare? E quando capiremo che tra cinque-dieci anni qualcuno di loro sarà eletto in Parlamento? Questioni grosse e di cui riparleremo presto, anche perché sta per arrivare in Parlamento la nuova legge sull’immigrazione preparata dal centro-sinistra e destinata a sostituire la Bossi-Fini. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 8/7/2007]