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 2007  luglio 16 Lunedì calendario

Corrado Avaro, muratore, 30 anni, ha passato il venerdì sera a bere e poi, poco prima delle due di notte, ha messo sotto una ragazza che stava attraversando sulle strisce e l’ha ammazzata sul colpo

Corrado Avaro, muratore, 30 anni, ha passato il venerdì sera a bere e poi, poco prima delle due di notte, ha messo sotto una ragazza che stava attraversando sulle strisce e l’ha ammazzata sul colpo.

• Dov’è successo?
A Pinerolo. La ragazza si chiamava Claudia Muro e aveva 16 anni. Stava uscendo da una discoteca. I suoi amici avevano già attraversato la strada e la aspettavano dall’altra parte. Avaro le è arrivato addosso a tutta velocità e l’ha scaraventata a molti metri di distanza. Quando è sceso dalla macchina non aveva neanche capito che cosa aveva fatto. I carabinieri gli hanno trovato nel sangue il quadruplo della quantità d’alcol consentita. Gli stessi amici di Claudia l’hanno dovuto portare via prima che la folla lo linciasse. Il punto ancora più grave è però che gli avevano già ritirato la patente tre volte e tutt’e tre le volte per guida in stato di ubriachezza. Ha senso ridare il permesso di guidare a un automobilista recidivo fino a questo punto?

• Lei dice che è colpa delle leggi troppo permissive?
Ha fatto grande impressione la liberazione immediata di Stefano Conte, che mercoledì sera, guidando ubriaco sulla Caserta-Salerno, è andato addosso all’Alfa di una famiglia di sette persone che si stava andando a fare una pizza. La macchina ha carambolato ed è andata a spiaccicarsi sul guard-rail. Dentro c’erano tre bambini di 6, 10 e 11 anni. Sono morti tutti e tre. Questo Stefano Conte è stato denunciato a piede libero. Sentirà magari dei rimorsi, ma è possibile che quando riavrà la patente beva di nuovo e si rimetta al voltante. Lo Stato comunque ha dato a lui e a tutti gli altri il messaggio che ammazzare la gente quando si guida non è poi così grave. Non è un vero e proprio omicidio. una disgrazia, una malasorte, un evento probabilisticamente inevitabile. Quindi, perché accanirsi?

• Non è così?
I morti per incidente stradale sono ogni anno più o meno ottomila. I ricoveri ospedalieri 170 mila. Le prestazioni di pronto soccorso lievi, cioè non seguite da ricoveri, 600 mila. L’automobile è la prima causa di morte per i maschi che hanno meno di 40 anni. Sono dati resi noti pochi giorni fa dal centro Cardinal Ferrari per cerebrolesi, in occasione di un congresso. Nei primi due mesi di quest’anno sono morti in incidenti stradali 138 giovani in età da militare. I militari italiani morti in tutte le missioni all’estero di questo dopoguerra (cioè dal 1945 ad oggi) sono 106. Lo dico, perché il Parlamento fa tragedie – e giustamente – sui pericoli dei nostri militari in Libano o in Afghanistan. E i morti in strada?

• Ho sentito il ministro dire in televisione che bisogna approvare subito le nuove norme del codice della strada...
Sì, c’è una legge già approvata alla Camera e che adesso aspetta il varo del Senato. Però c’è un punto, in questo complesso di norme, che l’opinione pubblica ha discusso poc il permesso di guidare la macchina, attraverso il foglio rosa, è stato abbassato a 16 anni. vero che si impone al giovane guidatore di essere accompagnato. Ma il messaggio implicito che questa norma contiene è che la macchina è un gioco, un divertimento innocuo. Mentre l’automobile è in realtà uno strumento di lavoro e un’arma. E come tale va trattato.

• La soluzione allora qual è?
Il ministro Bianchi, nelle dichiarazioni rese a ridosso di queste tragedie, fa molto affidamento sull’inasprimento delle pene. Io ci credo poc se all’inasprimento delle pene corrispondesse veramente una diminuzione dei reati, ci converrebbe reintrodurre la pena di morte. Poi reclama l’arresto per i responsabili di queste stragi vietando che siano rimessi subito in libertà. Mi pare demagogia: bisognerebbe modificare l’importante norma del Codice penale, che esclude il carcere prima della condanna definitiva se non sussistono pericoli di fuga, inquinamento delle prove o ripetizione del reato. Non si devono fare proclami, bisogna ragionare a mente fredda e studiare provvedimenti che tengano conto dei dati. I dati sono questi: le morti causate da ubriachi al volante sono ogni anno 2500 (su 8000, dato reso noto da Daniele Capezzone). Inoltre, nella relazione preparata per il Parlamento, l’Istat ha certificato che in città si muore più che in autostrada e che il 44 per cento di tutti gli incidenti si verificano il venerdì e il sabato notte, dato strettamente correlato all’alcol e all’abuso di altre sostanze nocive. Le fasce d’età più colpite sono, nell’ordine: 25-29 anni, poi 30-34 e infine 21-24 (la più colpita tra i morti trasportati). Quando vedrò leggi ispirate da questi numeri, dirò che forse servono a qualcosa. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 15/7/2007]