Comandini, 30 marzo 1865
• A Torino la Monarchia Italiana solleva generale sussurro, accusando formalmente il ministro Sella: 1°, di avere, nel 62, mentre era ministro nel gabinetto Rattazzi, partecipato a notturni conciliaboli con Peruzzi, Minghetti e compagni in casa Pasolini per tramare la caduta del ministero di cui era membro; 2°, di avere in quei misteriosi convegni cooperato a far abortire un disegno di alta politica (spedizione in Grecia?) consigliando ad un alto personaggio (il Re) per mezzo di una celebre intrigante cui premeva che il marito diventasse ministro (donna Laura Beccadelli vedova Acton, in Minghetti) quell’altro progetto che ebbe per conseguenza Aspromonte; 3°, di avere, in premio dei suaccennati servigi, ottenuta da Minghetti una fornitura di panni a favore della fabbrica fratelli Sella, nella quale esso Quintino è interessato, «merce che ancora non si sa come e quando sia entrata nei magazzini del governo»
• A Torino la Monarchia Italiana solleva generale sussurro, accusando formalmente il ministro Sella: 1°, di avere, nel 62, mentre era ministro nel gabinetto Rattazzi, partecipato a notturni conciliaboli con Peruzzi, Minghetti e compagni in casa Pasolini per tramare la caduta del ministero di cui era membro; 2°, di avere in quei misteriosi convegni cooperato a far abortire un disegno di alta politica (spedizione in Grecia?) consigliando ad un alto personaggio (il Re) per mezzo di una celebre intrigante cui premeva che il marito diventasse ministro (donna Laura Beccadelli vedova Acton, in Minghetti) quell’altro progetto che ebbe per conseguenza Aspromonte; 3°, di avere, in premio dei suaccennati servigi, ottenuta da Minghetti una fornitura di panni a favore della fabbrica fratelli Sella, nella quale esso Quintino è interessato, «merce che ancora non si sa come e quando sia entrata nei magazzini del governo». Il giornale sfida il ministro Sella a chiamarlo in giudizio.