Comandini, 17 marzo 1865
• Al Senato francese il cardinale Bonnechose dubita che la Convenzione di settembre possa consolidare il potere del papa; crede che gl’italiani non attendano che la partenza delle truppe francesi per fomentarvi la rivoluzione, che spingerà il papa in esilio
• Al Senato francese il cardinale Bonnechose dubita che la Convenzione di settembre possa consolidare il potere del papa; crede che gl’italiani non attendano che la partenza delle truppe francesi per fomentarvi la rivoluzione, che spingerà il papa in esilio. Scongiura il governo a difendere il potere del Santo Padre. Chaux d’Est-Ange dice che la protezione francese al papa non ha servito, contro le nutrite speranze, che a proteggere ogni sorta di abusi del governo pontificio. Larochejaquelin parla contro la Convenzione, escludendo la possibilità di una riconciliazione tra il papa e l’Italia. Dopo discorso del ministro di Stato, Rohuer, è adottato il paragrafo sulla questione romana, così concepito: «Ma l’Italia meritava per parte di V. M. più profonda attenzione. Quivi trovansi gravi ragioni di sollecitudine, vale a dire le conseguenze della nostra gloriosa guerra del 1859, l’assodamento del nuovo regno e l’indipendenza del papato. La Convenzione del 15 settembre, nata sotto l’impero d’una congiuntura inaspettata e rispondente a sintomi pacifici, aperse alla conciliazione orizzonti nuovi. «Trasportando la sua capitale a Firenze, l’Italia vieta alle passioni la strada di Roma. Accettando il trattato si è associata con promesse solenni al vostro pensiero di proteggere la frontiera pontificia, di assicurare lo stato finanziario del governo Romano e di agevolare il reclutamento del suo esercito. Le transazioni efficaci sono dunque cominciate. È vostro desiderio, Sire, che facciano passi maggiori. La Convenzione, lealmente e pienamente eseguita, condurrà a questo scopo. Lo sarà per parte della M. V., che ha sempre voluto il riavvicinamento dei due Stati; lo sarà per parte dell’Italia, la quale si ricorderà dei suoi impegni; e della Francia. Senza dubbio l’avvenire può celare casi impreveduti. Quando ciò fosse, V. M. si è riservata piena la sua libertà d’azione e la Francia può riposare sulla vostra saviezza».