Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1865  febbraio 15 calendario

• A Parigi, Napoleone III apre con discorso la sessione del Corpo Legislativo. Egli dice fra altro: «Io ho voluto render possibile la soluzione d’un difficile problema

• A Parigi, Napoleone III apre con discorso la sessione del Corpo Legislativo. Egli dice fra altro: «Io ho voluto render possibile la soluzione d’un difficile problema. La Convenzione del 15 settembre consacra due grandi principii: l’affermazione del nuovo regno d’Italia, e l’indipendenza del papato. Uno stato precario esisteva. Ogni allarme sparisce. Non sono più le membra della patria italiana che cercano d’unirsi con deboli legami ad un piccolo Stato al piede delle Alpi. Quel grande paese, elevandosi al disopra dei pregiudizi locali e disprezzando eccitamenti irriflessivi, trasporta arditamente nel cuore della penisola la sua capitale, ponendola in mezzo agli Appennini come in cittadella inespugnabile. Con tale atto di patriottismo, l’Italia si costituisce definitivamente, si riconcilia con la cattolicità, s’impegna a rispettare l’indipendenza del papato, a proteggere le frontiere pontificie e ci permette così di ritirare le nostre truppe. Il territorio pontificio, efficacemente garentito, è posto sotto la salvaguardia d’un trattato, che lega solennemente i due governi. La Convenzione non è un’arma di guerra, ma un’opera di pace e di conciliazione».