Comandini, 4 febbraio 1865
• Mazzini, scrivendo a Benedetto Cairoli, rappresentante di Garibaldi nel Comitato Centrale Unitario, si mostra ostile al Governo e sfiduciato verso il Paese, e dice fra l’altro: «Un’anarchia morale, un materialismo sfrontato che uccide ogni culto di grandi idee e di grandi speranze, invadono anche il nostro partito
• Mazzini, scrivendo a Benedetto Cairoli, rappresentante di Garibaldi nel Comitato Centrale Unitario, si mostra ostile al Governo e sfiduciato verso il Paese, e dice fra l’altro: «Un’anarchia morale, un materialismo sfrontato che uccide ogni culto di grandi idee e di grandi speranze, invadono anche il nostro partito... Di voi non dubito... Ma degli altri? Garibaldi tace; e in verità è giunta l’ora in cui egli dovrebbe escir di silenzio e confortare d’una parola il mio lavoro repubblicano. I vostri amici di Torino si querelano del difetto d’Organizzazione, del difetto d’uomini, e non s’avvedono che l’organizzazione cammina al di fuori del Comitato Centrale, perchè gioventù vuole oggimai una parola chiara, un fine esplicito. Nicotera e gli amici di Napoli fondano associazioni elettorali, come se la rivoluzione potesse escir mai dalla Camera; come se potessero avere la maggioranza, come se anche una maggioranza potesse darci Venezia, Roma, la libertà sotto la bandiera monarchica».