Comandini, 16 gennaio 1865
• In Trieste il podestà, Porenta, in Consiglio comunale, dichiara che le rimostranze fatte in nome di Trieste contro le parole dette nel Parlamento di Torino il 30 novembre dal generale La Marmora non erano opera della città ma di alcuni individui soltanto, e a prova di ciò propone l’adozione di un indirizzo di ossequio e fedeltà alla Casa d’Austria
• In Trieste il podestà, Porenta, in Consiglio comunale, dichiara che le rimostranze fatte in nome di Trieste contro le parole dette nel Parlamento di Torino il 30 novembre dal generale La Marmora non erano opera della città ma di alcuni individui soltanto, e a prova di ciò propone l’adozione di un indirizzo di ossequio e fedeltà alla Casa d’Austria. Alcuni consiglieri combattono la proposta come inopportuna ed illegale, e venutisi ai voti è respinta da 28 contro 14.