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 2007  agosto 11 Sabato calendario

Le Borse di tutto il mondo hanno subìto un forte scossone giovedì scorso e ieri una vera e propria caduta

Le Borse di tutto il mondo hanno subìto un forte scossone giovedì scorso e ieri una vera e propria caduta. Si aspetta con ansia l’apertura di lunedì mattina – i mercati sono chiusi il sabato e la domenica – con il timore che si verifichi un crollo.

• Ho letto su Internet qualcosa come «bruciati 268 miliardi». Ma che significano frasi di questo genere?
Vuol dire che se tutte le azioni di tutte le Borse il giorno prima valevano mille miliardi, il giorno dopo ne valevano 732, cioè 268 in meno. Sono valori virtuali, che diventano reali solo se lei, avendo in mano un’azione che sta perdendo valore, la vende. I 268 miliardi peraltro erano relativi ai due giorni neri delle sole Borse europee.

• E in casi del genere conviene vendere?
Intanto, prima di fare qualunque cosa – sia comprare che vendere titoli quotati in Borsa – bisogna capire bene quello che si sta facendo. Per esempio, adesso, capir bene quello che sta succedendo. Le perdite di questi giorni dipendono dai mutui americani cosiddetti subprime, cioè mutui senza garanzia. Quando lei va in banca per comprarsi una casa, la banca, prima di darle i soldi, vuole delle garanzie. Due garanzie, in genere: che il valore della casa copra ampiamente il prestito e che lei abbia un reddito che garantisce i rimborsi. Su queste garanzie si prendono le misure fondamentali del finanziamento. Bene. Subito dopo l’11 settembre la Federal Reserve americana, l’istituto che decide quanto far pagare d’interesse, portò questo interesse, cioè questo tasso di sconto, a livelli minimi. Aveva paura che lo shock provocato dall’attentato alle Torri facesse scappare tutti quanti dagli investimenti, innescando una crisi finanziaria grave. I tassi bassi scongiurarono il pericolo. Ma, col denaro a così poco prezzo, le banche si diedero da fare per aumentare il loro volume d’affari e cominciarono a offrire mutui a persone che non avevano reddito fisso e nessuna garanzia di altro tipo, a parte la stessa casa che acquistavano. Ecco i mutui subprime, qualcosa come “di seconda scelta”, per non dire “spazzatura”.

• E se chi aveva preso i soldi non pagava le rate?
C’era il valore della casa. E c’era soprattutto il fatto che dopo aver erogato il prestito, la banca trasformava il suo credito verso il cliente in un’obbligazione e vendeva questa obbligazione a un Fondo di investimento. Il Fondo inseriva poi il valore della rata da incassare – cioè quell’obbligazione – nelle sue quote, che rivendeva al pubblico. Quindi una signora Ortega di San Francisco che s’era fatta prestare i soldi dalla banca poteva in teoria ricomprare un pezzetto del suo stesso prestito investendo una parte del salario nel fondo su cui galleggiava il suo mutuo.

• Mi pare un girotondo insensato, ma vorrei capire in che punto s’è inceppato il meccanismo.
Il mutuo era naturalmente a tasso variabile. E dall’11 settembre del 2001 a oggi i tassi sono saliti. A un certo punto la signora Ortega ha saltato una rata, poi ne ha saltata un’altra e la banca allora è andata a prendersi la casa. Solo che il valore della casa era molto sceso nel frattempo. Inoltre le istituzioni che s’erano riempite di fondi contenenti i mutui subprime, vedendo che le rate avevano cessato di affluire, hanno tentato di vendere le quote di questi fondi sul mercato. E molto presto non hanno trovato acquirenti. Quando il meccanismo delle vendite s’avvita a questa maniera può venire in effetti giù tutto. Chi aveva fondi subprime ha tentato di venderli. Chi pensava di aver titoli di aziende che avrebbero potuto avere in pancia fondi subprime s’è a sua volta messo a venderli. Chi pensava di aver titoli di aziende che avrebbero potuto avere in pancia titoli di aziende che avrebbero potuto avere in pancia fondi subprime ha venduto o provato a vendere anche lui. E così via, a catena. Ho molto schematizzato per darle l’idea. Ma sostanzialmente è andata, sta andando così. Solo che di acquirenti se ne trovano sempre di meno. E se non ci sono compratori...

• Di che cifre stiamo parlando? Quanti subprime ci sono in giro per il mondo?
Il governatore della Federal Reserve, alle prime avvisaglie, ha detto che si tratta di 50-100 miliardi di dollari. Dopo qualche giorno, la cifra azzardata dagli analisti è stata di 250 miliardi di dollari. Sui giornali di ieri mattina ho letto 400 miliardi di dollari. Ma poi ho acceso la televisione e ho sentito la cifra di 650 miliardi di dollari. Il guaio è proprio quest quanti soldi siano finiti in questo buco nero non lo sa nessuno. I nostri banchieri dicono che le banche italiane i mutui subprime li hanno lasciati agli altri. Speriamo. Ieri una di quelle che è andata peggio è stata proprio la Borsa di Milano. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 10/8/2007]