La Gazzetta dello Sport, 12 agosto 2007
Forse non ci sarà un aumento del costo del denaro a settembre. Lo si dava per certo fino a giovedì, ma dopo il terremoto nelle Borse di tutto il mondo la Banca Centrale Europea ha preso in considerazione la possibilità di soprassedere
Forse non ci sarà un aumento del costo del denaro a settembre. Lo si dava per certo fino a giovedì, ma dopo il terremoto nelle Borse di tutto il mondo la Banca Centrale Europea ha preso in considerazione la possibilità di soprassedere. La probabilità di un aumento del tasso di sconto viene data adesso al 60-70%. La Fed ha addirittura fatto circolare la notizia che il tasso di sconto in America verrà tagliato. Per questo, e solo per questo, le quotazioni di Wall Street venerdì sera hanno recuperato fino a riportarsi quasi in pari. Nessuno pensa tuttavia che la crisi sia finita, anzi i più grandi economisti del mondo (Samuelson, Lester Thurow, Roubini, il premio Nobel Joseph E. Stigliz) temono che sia lunga e molto pericolosa.
• Si può fare un bilancio? Alla fine sembra solo un problema di chi ha comprato obbligazioni o roba del genere.
Negli Stati Uniti la American Home Mortgage Investment, specializzata in prestiti per la casa, ha riunito i suoi settemila dipendenti venerdì 3 agosto e li ha licenziati in tronco. A San Francisco i pignoramenti di case sono aumentati di sette volte. Nella contea di San Bernardino, a Los Angeles, le case abbandonate dalle famiglie e pignorate sono dieci volte quelle del 2006. Lei ricorderà - lo abbiamo spiegato ieri - che gli sconquassi sono stati originati dal fatto che tantissimi poveri indotti a comprar casa dalle banche si sono trovati – a causa dell’aumento degli interessi – nell’impossibilità di pagare le rate del mutuo. Moody’s ha valutato che da adesso al 2008 due milioni e mezzo di proprietari di casa americani non saranno in condizione di far fronte ai loro impegni. Di questi, ottocentomila rinegozieranno le condizioni del prestito. Il restante milione e sette restituirà la casa, avrà perso i soldi e tornerà in affitto. Il mercato degli affitti è destinato a salire.
• E Bush? Lo Stato non farà niente?
Bush ha detto l’altro giorno che non ha la minima intenzione di soccorrere i cittadini americani finiti sul lastrico (in California, dove i default sono stati più di centomila, il cinquanta per cento della popolazione ispanica ha un mutuo a rischio), anche se prova per loro «un’enorme simpatia». La Sec – cioè la Consob americana – ha messo sotto inchiesta Goldman Sachs e Merryl Linch, sospettate di perdite molto ingenti. Country Wide Financial, istituto leader nel mercato delle ipoteche, ha reso noto di aver subìto «perdite senza precedenti». Batoste dalle conseguenze per ora difficili da calcolare hanno subito Bearn Steams, New York Bank, gli australiani di Macquarie, gli olandesi di Nib Capitali e altri che sarebbe troppo lungo elencare.
• Anche gli olandesi? Quindi ci sono pericoli in Europa?
A Londra gli espropri di case per indennizzo sono aumentati del 30 per cento. La Ikb - una banca tedesca medio piccola - s’è trovata sull’orlo del fallimento e la Merkel l’ha salvata tirando fuori dieci miliardi. La Bafin – la Consob tedesca – ha poi scoperto che un dirigente dell’istituto, neanche di primo livello, aveva fatto comprare otto miliardi di roba contenente mutui subprime. Si dice che i tedeschi siano quelli più esposti. Questo ha pesantemente condizionato le quotazioni di Unicredit, padrona di Hypovereinsbank, che in due giorni è andata giù del 6,3 per cento, benché il suo presidente Alessandro Profumo si sia sgolato a spiegare che di mutui americani nella cassaforte del gruppo non ce n’è.
• Quindi pericoli per l’Italia non ce ne sono?
Ieri su Internet impazzavano chiacchiere a proposito della Bnl. Venerdì il colpo di maglio alle quotazioni è stato dato da Paribas, la prima banca francese. Alain Papiasse, responsabile Asset e Servizi, ha prima indotto il Sole 24 Ore a fare un titolo in cui si assicurava che non c’era alcun pericolo e ha poi annunciato il congelamento di tre fondi, Parvest Dynamiv Abs, Bnp Paribas Abs Euribor e Bnp Paribas Abs Eonia. Si tratta di due miliardi di euro. Paribas è la padrona della nostra Banca Nazionale del Lavoro e per questo ieri su Internet c’era tanto rumore sui mutui spazzatura che i francesi potrebbero aver rifilato agli italiani. Sia chiar non risulta assolutamente niente. D’altra parte non è forse neanche questione di mutui spazzatura: la Bce in un bollettino di giovedì spiegava che tutto il mercato dei prestiti è a rischi «Il mercato mondiale dei prestiti a elevata leva finanziaria, compreso un ampio segmento europeo, mostra analogie con il mercato Usa dei mutui e potrebbe dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di svolta avversa del ciclo».
• Si può dare una prima valutazione della tempesta in cifre?
Le Borse europee hanno perso in due giorni valore per 270 miliardi, le Banche centrali (la Bce soprattutto, poi la Fed, i canadesi, gli australiani, i giapponesi) hanno immesso sul mercato liquidità per una cifra di poco superiore. La crisi ha anche una sua evidenza plastica: chi cammina per certe strade di San Francisco o Los Angeles riconosce subito le villette che i proprietari hanno dovuto restituire. Sono quelle con il prato secco e la piscina piena di melma. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 11/8/2007]