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 2007  agosto 15 Mercoledì calendario

Da un dispaccio Ansa di ieri, ore 15.16: «Si profila un autunno caldo sul fronte delle tariffe. A cominciare da quelle della luce e del gas che, secondo le prime stime, dovrebbero registrare dal primo ottobre un aumento, rispettivamente, dell’1,9% e dell’1,7%: un incremento – secondo le prime stime di Nomisma Energia – che si tradurrebbe in un maggior aggravio della spesa delle famiglie italiane di oltre 23 euro su base annua, 8 euro in più per l’elettricità, oltre 15 euro in più per il metano

Da un dispaccio Ansa di ieri, ore 15.16: «Si profila un autunno caldo sul fronte delle tariffe. A cominciare da quelle della luce e del gas che, secondo le prime stime, dovrebbero registrare dal primo ottobre un aumento, rispettivamente, dell’1,9% e dell’1,7%: un incremento – secondo le prime stime di Nomisma Energia – che si tradurrebbe in un maggior aggravio della spesa delle famiglie italiane di oltre 23 euro su base annua, 8 euro in più per l’elettricità, oltre 15 euro in più per il metano. A spingere – spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario – è l’andamento del greggio degli ultimi mesi: il barile si è mantenuto sopra quota 70 dollari registrando fiammate vicine ai 79 dollari...» eccetera eccetera.

• Ma è vero?
Le associazioni dei consumatori – Adusbef e Federconsumatori – fanno un conto ancora più salato. Secondo loro sono in arrivo un aumento di 25 euro l’anno per la luce, 40 per il gas, 20 per l’acqua, 20 per i servizi bancari, 35 per l’assicurazione della macchina, 45 per i libri di scuola, 22 per il biglietto del treno, 105 per il riscaldamento e 155 per i generi alimentari. Totale: 602 euro l’anno in più, in media, a famiglia.

• E che è successo?
Soffermiamoci un attimo sugli alimentari, che pare siano quelli destinati ad aumentare di più. Per alimentari intendiamo soprattutt pane, latte e tutti i derivati dei cereali. Ci sono problemi italiani, ma c’è soprattutto un’emergenza mondiale. Da quando s’è scoperto che dalle pannocchie di granturco si può estrarre l’etanolo, che viene considerato il carburante del futuro, i contadini riconvertono troppe loro piantagioni alla coltivazione di biocarburanti a discapito di quelle per fini alimentari. Oltre al granturco, ci sono il mais e i girasoli da cui si estrae biodiesel. Il biocarburante è il prodotto agricolo che si vende meglio di tutti. Quindi c’è una crisi di produzione seria nel comparto alimentare, crisi che sembra destinata ad aggravarsi: l’Unione Europea vuole sostituire entro il 2020 il 10 per cento di benzina e gasolio con i biocarburanti; gli Stati Uniti vogliono incrementare di sei volte la produzione attuale prima del 2017. Bush è andato in Brasile a promettere mari e monti a Lula se Lula riconvertirà ai biocarburanti una quota consistente delle sue coltivazioni. Lula ha accettato con entusiasmo. Amico mio, è uno dei primi effetti, e dei più vistosi, della scarsità del petrolio. Pensi che la questione è talmente grave che in Cina la crisi del grano ha colpito un prodotto nazionale come la carne di maiale (22 chili a testa l’anno): siccome i maiali vengono nutriti con derivati dei cereali e il costo della loro alimentazione è andato alle stelle, il prezzo della carne è salito del 43 per cento e, nei millenni passati, un fatto del genere ha provocato rivolte generalizzate e rovesciamento di imperatori. Il premier Wen Jiabao s’è dovuto affacciare ai tg cinesi e farsi vedere mentre visita e incoraggia gli agricoltori dello Shanxi. Il bello è che poi pure i cinesi vogliono l’etanolo e il biodiesel: il loro Piano Quinquennale prevede di arrivare al 15 per cento di macchine alimentate a biocarburanti.

• Non abbiamo smesso di consumare pane e pasta, con la nostra mania delle diete?
Mica tanto. L’Italia è il primo consumatore al mondo di frumento. Settanta milioni di tonnellate l’anno. Trenta milioni di grano duro per fare la pasta, trenta milioni di grano tenero per pane e dolci, dieci milioni (ma forse quindici) per dar da mangiare al bestiame. Tra il luglio 2005 e il luglio 2007 il prezzo mondiale del grano è cresciuto del 67,5%. All’Euronext di Parigi sono arrivati a scambiarlo per 210 euro a tonnellata, massimo storico. L’alimentare è comunque tutto sotto pressione. Anche la carne.

• Perché?
I produttori italiani dicono che la materia prima è calata, che nel primo semestre di quest’anno è stato macellato un 6 per cento di carne bovina in meno. E opera anche qui l’effetto Cina: i mangimi, con le tensioni sui cereali, costano parecchio di più.

• Come mai devono aumentare i prezzi dell’energia, cioè della luce, se proprio adesso Bersani ha fatto quel po’ po’ di ramanzina ai petrolieri a proposito della benzina?
Sì, questo non lo capisco neanch’io. È vero che il greggio è arrivato a 79 dollari, però non è neanche il massimo storico, se teniamo conto dell’inflazione. Poi c’è la questione dell’euro forte: non ci ha favorito nell’acquisto dei prodotti petroliferi? Ho qui una nota di giugno dell’Unione Petrolifera in cui si prevede una bolletta-paese meno cara di tre-sei miliardi, proprio grazie alla valuta europea. E allora?[Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 14/8/2007]